UNA VOLTA ERA TUTTA CAMPAGNA

Caro Matteo Rosso, le confesso che la sua lettera mi fa immenso piacere. Perchè mi conferma che si può non cedere di un millimetro nella propria opposizione alla sinistra, come fa lei, ma contemporaneamente non mandare il cervello all’ammasso, non gridare al «tutti comunisti!», non accorgersi che - anche nell’altro schieramento - ci sono persone con cui confrontarsi civilmente.
Si può essere in disaccordo su mille cose, pensarla politicamente in modo diverso su tutto, ma la demonizzazione dell’avversario è il modo peggiore per affrontare i problemi. E, sinceramente, credo che il valore aggiunto (almeno per ora) di questa campagna elettorale sia proprio questo: toni soft, confronto sui programmi e sulle candidature, antiberlusconismo nell’armadio del fuori moda dialettico.
Metto subito le carte in tavola: non credo che siano credibili. Non credo che si possa proporre un programma che è il contrario di quello che (...)