La prima volta di Pozzo

A l fascismo serve una grande vetrina per incantare il Paese. Lo stato spende 32 milioni per organizzare il torneo, l’esaltazione è collettiva, circolano anche le sigarette «campionato del mondo». Il ct azzurro è Vittorio Pozzo, nel raduno premondiale Meazza e Ferraris IV chiedono il permesso per una scappatella amorosa. Il ct cede. Con gli Stati Uniti l’esordio: 7-1. Ci tocca poi la Spagna di Zamora. Non bastano 120 minuti, ne servono altri per domare le Furie rosse e artigliare la semifinale. Dove Monti fa la piovra su Sindelar, detto cartavelina per agilità e fragilità (finirà suicida alcuni anni dopo). Gli toglie spazio e pallone, così superiamo l’Austria, il Wunderteam. Finale. Si canta Giovinezza sulle tribune, Mussolini è seduto a fianco di Jules Rimet, c’è da battere la Cecoslovacchia: 2-1 dopo i supplementari. Di Orsi il pareggio, di Schiavio il gol che vale il mondiale e un compenso di 22mila lire.