La prima volta di Toto Cutugno sotto il ponte della ferrovia

Nadia Arduini, Toto Cutugno, collana «I tuoi big», Forte Editore 1989, 320 pagine.
Estratto: «Quando a sedici anni fece l’amore per la prima volta, sotto il ponte della ferrovia di La Spezia, dove si era trasferito con la famiglia, con una ragazza che ricorda ancora con grande tenerezza, ma di cui non ha mai voluto rivelare il nome, aveva già scritto almeno venti canzoni».
Estratto: «Toto cambiò il nome del suo gruppo in “Albatros”, un po’ per scaramanzia, perché come “Toto e i Tati” non aveva avuto grandi gratificazioni e voleva ricominciare da zero».
Estratto: «Persino in Russia, dove prima dell’era di Gorbaciov non circolavano facilmente dischi e mode occidentali, Toto era già considerato un mito italiano. E questo è un po’ il “complesso” di Cutugno, che spesso soffre per le critiche di alcuni cosiddetti “esperti” italiani di musica leggera (...) Modugno con “Volare” ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo, è vero. Ma il suo è il successo di una canzone».
Estratto: «Cutugno va avanti a muso duro, riuscendo poi a conquistare (soprattutto le donne, che ogni anno a Sanremo lo eleggono a cantate più sexy) anche i critici più intelligenti e sensibili».
Estratto: «Il che può anche significare che gli è capitato, con il corpo, di trasgredire, magari durante uno dei suoi numerosi viaggi in paesi lontani».