Voltaggio «torna» in provincia di Genova per la storica amicizia

Dopo Carloforte, antica colonia genovese in terra sarda, anche Voltaggio diventa comune onorario della Provincia di Genova in virtù dei legami storici, culturali ed economici che uniscono la comunità locale al capoluogo ligure. Accogliendo la richiesta formalizzata in un’apposita deliberazione municipale del marzo scorso, il consiglio provinciale ha deciso all'unanimità di riconoscere a Voltaggio questo titolo che sarà ufficialmente consegnato domani con una solenne cerimonia nel salone di Palazzo Doria Spinola, in largo Eros Lanfranco. Alle 10,30 il presidente Mauro Cavelli ha infatti convocato una seduta straordinaria del consiglio provinciale durante la quale, dopo i saluti delle autorità e gli interventi dei capigruppo, il presidente Alessandro Repetto consegnerà alla delegazione piemontese, guidata dal sindaco Consolato Repetto, una targa e una pergamena con le motivazioni del riconoscimento a Voltaggio della qualifica di comune onorario della Provincia di Genova. Lo storico Roberto Benso traccerà alcuni riferimenti storici. Il programma prevede anche alcuni momenti musicali con brani di «frontiera» eseguiti dai cantautori Augusto Forin, Franco Boggero, Marco Spiccio nonché la presenza dei figuranti medievali del Gruppo Storico di Casella.
Per ufficializzare anche sul versante piemontese il rinnovato legame con Genova, sabato 17 settembre avrà luogo un concerto con musiche di Niccolò Paganini e Camillo Sivori, seguito da uno spettacolo teatrale in dialetto genovese. Sarà anche lì l'occasione di riannodare le tappe di un rapporto di amicizia che ha radici secolari. Voltaggio fu infatti acquistato dal Comune di Genova nel 1121 e venne poi governato senza interruzioni da membri delle famiglie nobiliari genovesi. All'inizio del secolo sedicesimo fu elevato al rango di podesteria e con la Costituzione del 1528 le famiglie consolari voltaggine, tra le quali le famiglie De Ferrari e Sforza, furono associate agli «Alberghi» della Repubblica di Genova. Voltaggio, a testimonianza di una fedeltà secolare, si oppose alle invasioni degli eserciti nemici schierandosi sempre a difesa della Repubblica e subendo per questo saccheggi e devastazioni. Nel 1716, in seguito delle riforme amministrative della Repubblica, fu incluso nel Governatorato dell'Oltregiogo con sede a Novi, che comprendeva anche le Podesterie di Gavi, Parodi e Ovada. Nel 1798, dopo la caduta dell’antica Repubblica, fece parte della Repubblica Democratica Ligure e con essa, nel 1805, venne incorporata nell'Impero francese. Dopo il Congresso di Vienna, successivo alla disfatta napoleonica, venne aggregato alla Provincia di Novi, che faceva parte del Ducato di Genova, e infine assegnato a quella di Alessandria, del cui territorio fa tuttora parte. Malgrado la separazione amministrativa, le famiglie nobiliari genovesi mantennero stretti legami con Voltaggio. In particolare la casata De Ferrari Galliera vi ha realizzato una filanda, in attività per oltre un secolo, e dato vita a numerose opere di beneficenza fra cui la donazione dell'asilo infantile, di un centro di assistenza per anziani, della sede del municipio, la concessione dell'usufrutto sull'edificio sede della scuola elementare.