«Voltapagina» e in libreria si entra con le lire in tasca

In viale Corsica accettano ancora la vecchia moneta: «Incassiamo anche 30mila al giorno»

Per cinque anni hanno accettato solo pagamenti in lire, poi dal 2002, con l’entrata in vigore dell’euro, non si sono messi le mani nei capelli come tanti commercianti, ma hanno continuato imperterriti a incassare le tanto care e amate lirette. Al punto che da allora, all’ingresso del negozio, campeggia una bella scritta: «Accettiamo pagamento in lire».
Così la Libreria Voltapagina che da 10 anni è attiva a Milano in viale Corsica 72 (la sede originaria è Novara, con una catena di librerie creata da Francesco Piccolino anche a Pavia, Piacenza, Vigevano e Torino), continua ad andare controcorrente e nella cassa, accanto al reparto degli euro, c’è anche quello delle lire.
«Solo cartamoneta, ovviamente e non le monetine», tiene a precisare Piera Belvisi che col figlio Mirko Gessaga gestisce il Voltapagina di viale Corsica (all’angolo con via Padre Massimiliano Kolbe), 4 vetrine, 500 metri quadrati di libreria suddivisi in ampi locali al piano terra, al primo piano e nel sotterraneo riservato ai classici italiani e stranieri, ai dizionari, alla cucina e ai volumi sui temi scolastici già pronti. Perché una delle caratteristiche del Voltapagina meneghino, immortalato anche in un film su Frida Khalo, moglie del pittore Rivera, è proprio quella di accoppiare la vendita del nuovo all’usato sia negli argomenti vari sia in quelli scolastici.
«La prossima settimana, con la chiusura delle scuole, qui ci sarà la fila fin sul marciapiede per prenotare i testi scolastici e tanti clienti ci pagheranno in lire. E noi provvediamo subito a versarle alla Banca d’Italia che continua ad accettarle», precisa Piera Belvisi, abbronzatura choc e décolté da urlo. Già, le care lirette, ma da dove saltano fuori?
«Dai posti più impensati - continua la direttrice -. Dai vasi di fiori, dalle vecchie porcellane, dal fondo dei cassetti delle credenze, dai mobili vecchi lasciati in cantina o solaio, perfino dai materassi. Così mi raccontano i clienti che, col passaparola agli amici, fanno sì che quasi giornalmente arrivi qualcuno a comprare libri con le lire. E mi è anche capitato di prendere vecchissime lire che erano andate fuori corso molti anni prima, rimettendoci ovviamente». Un flusso ininterrotto di storia di casa nostra che trova il boom sotto Natale. «Giornalmente ci capita di incassare 20 o 30mila lire, ma per le feste natalizie si arriva a cifre davvero impensate, con punte che sfiorano il milione», afferma il figlio Mirko che tra un mese cambierà lavoro per trasformarsi in tassista.
Ma non solo libri, venduti anche via internet su E-bay, al Voltapagina perché c’è anche un corposo reparto musicale dell’usato con cd, dischi in vinile e un’altra sala con antichi libri d’arte che farebbero la felicità di qualsiasi collezionista. Intenditori doc ma anche tanti stranieri: spagnoli, inglesi, cinesi e slavi che riescono a trovare testi e dizionari nella lingua originale. E per tutti un optional: per l’acquisto del nuovo viene rilasciato un buono con lo sconto del 20 per cento sull’usato. E la fila di gente con in tasca euro o le lirette che sembrano non finire mai è davvero lunga.