A volte la «munnezza» può fare cultura

Cinquanta serate e otto spettacoli per «Vaporizerootto», la nuova rassegna dedicata a prosa e teatro musicale del teatro Filodrammatici. Per lo spettatore un viaggio dai tempi lontani della Divina Commedia fino ai giorni nostri, con anche uno spettacolo-denuncia sui rifiuti intitolato «Asso di monnezza» e realizzato da Ulderico Pesce: la pièce affronta il tema dello smaltimento in Italia. Nelle kermesse, presentata ieri a Palazzo Marino, occasioni di divertimento e riflessione. Il palcoscenico scelto è quello della Fabbrica del Vapore, sede storica di costruzione dei tram.
Spiega l’assessore comunale al Tempo libero, Giovanni Terzi: «È un’iniziativa a cui teniamo molto. Giunta quest’anno alla sua terza edizione, si pone anche quest’anno come laboratorio di idee e vetrina di nuove tendenze».
E ancora. «Stiamo lavorando in uno spazio che non è fatto per il teatro. Venticinque anni fa c’era un circuito di teatro alternativo che veniva messo in scena in stanzoni, cantine. Insieme a questi spazi si è persa la voglia di fare teatro alternativo, noi ci teniamo stretti questo spazietto. I “vapori” sono quelli che vanno colti per costruire un’ossatura di un nuovo modo di fare teatro», ha detto il direttore del teatro Filodrammatici, Emilio Russo. E il percorso offerto agli spettatori è ampio, si va da «Nekya», un viaggio nel mondo dantesco riservato esclusivamente a 17 spettatori a serata, a una riflessione sulla strage di Linate, quella che Giulio Cavalli, attore, definisce «una ferita ancora aperta per la città»; alla scoperta dell’attualità di alcuni temi affrontati dalla poesia di Prevert. Tra le proposte in programma anche «Asso di munnezza».
«Lo spettacolo nasce da tante interviste raccolte accanto a discariche, termovalorizzatori, inceneritori - racconta Ulderico Pesce, l’ideatore della proposta teatrale -. Nasce da una grande rabbia, dal desiderio che l’azione scenica si trasformi in agire sociale. Tutti pensiamo che il problema dei rifiuti sia solo al sud, invece nei dintorni di Milano lo scorso anno sono state censite 193 discariche abusive».
E per finire Pesce spiega che i fatti che porta in scena «sono documentati da indagini della magistratura e carabinieri, come l’inchiesta Madre Terra sullo sversamento tra il 2004 e il 2005, solo a Villaliterno, nel Casertano, di 38mila tonnellate di veleni chimici. Oppure quella che indaga sul sito di smaltimento di via Frigia, a Milano, dove a poca distanza da una scuola materna venivano smaltivi in maniera illegale rifiuti nocivi».