Il volto «giovane» dell’antico Oriente

Alla Permanente gli artisti della nuova generazione cinese: lo sfogo di una creatività a lungo repressa

Una rassegna per mettere a confronto due civiltà: l'Oriente e l'Occidente. È questo l'obiettivo di Cina: artisti della nuova generazione, in mostra al Palazzo della Permanente da oggi fino al 12 febbraio.
Ventitrè giovani pittori cinesi, dai trenta ai quarant'anni - finalisti nel 2006 di un concorso artistico a Pechino - espongono una settantina di opere appartenenti a generi diversi: dal realismo descrittivo e quasi fotografico al simbolismo, dal surrealismo fino agli influssi della Pop Art. L'arte cinese contemporanea è, infatti, una realtà articolata e sempre più internazionale; a prevalere sullo stile accademico è un individualismo che dà libero sfogo a una creatività a lungo repressa e che getta un ponte, non solo artistico ma anche culturale, tra la società orientale e quella occidentale.
«Non si tratta di una rassegna "estetica" - spiega il poeta Guido Oldani, curatore dell'evento - ma di una mostra sociologica-culturale priva di retorica e di lirismo, e particolarmente significativa in una città multietnica come Milano». «Dall'Italia infatti si è partiti per scoprire il mondo (Colombo l'America, Marco Polo la Cina, il generale Nobile il Polo Nord) e adesso sono i popoli stranieri a giungere nella nostra "penisola bonsai". Ciò per noi è motivo d'orgoglio ma implica anche una responsabilità: la nostra società multietnica deve riflettere sui rapporti esistenti tra le diverse culture.
«Questi artisti - aggiunge Oldani - ripropongono gli aspetti tipici della loro civiltà: dalla tradizione iconografica degli inchiostri cinesi (i famosi caratteri che contraddistinguono la scrittura, un culto per questa popolazione) alla tradizione storica del loro passato, dall'esercito di terracotta fino alla figura di Mao Tse-Tung». In quest'arte dunque c'è tutta l'antichissima storia della Cina con le sue contraddizioni che spaziano dallo sviluppo economico e tecnologico delle grandi città alla povertà delle campagne: un patrimonio culturale ripreso dall'arte cinese spesso con sottile ironia.
All'ironia, però, si alterna l'inquietudine. Alcune opere, infatti, esprimono angoscia, sintomo di un profondo disagio esistenziale, particolarmente evidente soprattutto nei ricorrenti ritratti di neonati, dove un senso di preoccupazione sembra predominare sulla gioia per la nascita di una nuova vita: emblematica è l'immagine di un bambino sopra una sigaretta accesa, che esprime la tensione nei confronti di un'allarmante crescita demografica.
La nuova generazione con gli occhi a mandorla dimostra una straordinaria capacità nell'associare le reminiscenze di una tradizione millenaria, ormai perduta, alle tendenze occidentali.
È evidente la contaminazione artistica con la nostra cultura, presa a modello al punto tale che alcune opere sembrano realizzate da artisti milanesi, mentre altre rendono persino omaggio al pittore olandese Van Gogh. Il punto d'incontro tra i due mondi, quindi, è proprio l'arte, che ancora una volta riesce ad unire ciò che le differenze folkloristiche e le distanze geografiche hanno diviso.
Cina: artisti della nuova generazione
Palazzo della Permanente
via Turati 34
Da oggi al 12 febbraio
Ingresso libero
Info: 02/6551445