Voltri boccia la gronda: «Costa troppo e non toglie traffico»

Sabato mattina, il Teatro di Voltri è gremito, oggetto Gronda. Ma la Gronda serve? E a chi serve? Si tratta di un’opera infrastrutturale strategica? Lo dimostrino. Dice Arcadio Nacini, consigliere comunale di Rifondazione e animatore dei comitati: «Senza i dati che Autostrade non ha mai fornito sui flussi in 20 anni di richieste, il dibattito è fasullo. Il traffico è verticale da sud a nord e non da ovest a est...». E del «bruco» più non si parla? Dovrebbe risolvere tutti i problemi dei container che escono dal porto, ma allora, a che servirebbe la Gronda? Il «bruco» eviterebbe centinaia di camion che intasano strade e polmoni. Invece no! si vogliono i mezzi sopra la testa dei cittadini. «È mai possibile che mentre si stanziano soldi per abbellire la Villa Galliera, al tempo stesso si pensi di bucarla con altri tunnel? Lavoreranno contemporaneamente le imprese per ristrutturarla e le imprese per distruggerla? Toglierci anche l’ultimo polmone di verde? Lo dicano, infine sapremo per chi votare la prossima volta... oppure non votare affatto!». Questa è la voce dei cittadini voltresi. Sale sul palco il consigliere Angelo Spanò, invita tutti ad abbandonare il Teatro. Uscita in massa, insulti al vicesindaco Paolo Pissarello e al presidente della «commissione indipendente» Luigi Bobbio. Segue il blocco dell’Aurelia con un lungo corteo; infine, il ritorno al Municipio dove parla Nacini, e ancora in piazza Odicini. Un terzo delle persone rimane in Teatro, ma nessuno dei voltresi dice di conoscerli («claque»?). Più lacerata di così, la sinistra voltrese non poteva risultare.