Voltri insorge contro il Comune per i romeni

È in atto una protesta generale contro i supermercati sempre assediati dai nomadi, le case svaligiate e piazza Lerda diventata una latrina a cielo aperto

«I supermercati della zona sono assediati da romeni che praticano accattonaggio, la principale piazza Lerda è oramai luogo di ritrovo dei nomadi, dove fanno i loro bisogni davanti a bambini, donne e anziani, i torrenti sono diventati delle discariche a cielo aperto, i furti sono aumentati, le violenze anche. È ora di dire basta. La nostra voce deve essere ascoltata, altrimenti qui a Voltri, qualcuno potrebbe davvero girarvi le spalle alle prossime amministrative». Così i voltresi hanno urlano tutta la loro rabbia, senza mezzi termini, durante l'assemblea pubblica tenuta lunedì sera al teatro Cargo.
L'assemblea - convocata per discutere sull'occupazione abusiva di alcune aree dismesse, per la presenza di stranieri senza dimora e per i problemi di igiene e sicurezza - ha assunto subito toni da stadio, con fischi, grida e minacce; quasi una rivolta per porre fine all'inquietudine dei tanti voltresi minacciati quotidianamente dalla comunità dei romeni, stanziati in alcuni edifici abbandonati in località Narvallo, Casa Libia ed ex cementificio di via Fabbriche. Seduti sul palco, dietro un improvvisato tavolo da conferenza, c'erano i due rappresentanti del Comune - l'assessore alla Protezione civile, Arcangelo Merella, e il consigliere Ds con delega alla sicurezza Angela Burlando -, e il presidente della circoscrizione di Ponente, Roberto Bruzzone; intimoriti e in alcuni tratti quasi spaventati dalla violenza verbale della platea.
C'erano tutti, casalinghe, negozianti, liberi professionisti, gattare, impiegati e tanti studenti, seduti anche per terra; il teatro alle 8 e 30 era già pieno, alcuni sono rimasti addirittura fuori. Il clima si è subito surriscaldato, i toni sono diventati forti e a nulla sono serviti i continui richiami alla calma.
Non hanno risparmiato battute, commenti e critiche i cittadini di Voltri, che esasperati dalla situazione hanno urlato, arrabbiati, l'assenza da parte delle istituzioni di controlli adeguati, anche sotto un profilo igienico-sanitario. Toni resi ancora più caldi quando Merella ha precisato: «Lo sgombero degli edifici pubblici si farà, è semplicemente una questione di giorni. È previsto l'intervento della questura, e la successiva muratura di tutti gli accessi».
Una valanga di fischi e di proteste ha travolto ulteriormente l'assessore che ha impiegato alcuni minuti per sedare il pubblico stanco di sentir parlare di continui rinvii e di risposte evasive.
Tra i primi a prendere la parola, Ildo Canneva, consigliere di circoscrizione di An, che tuona: «Siete qui a dare risposte improprie e inadeguate. Voltri merita maggior rispetto. Noi qui abbiamo un problema e dobbiamo risolverlo. La nostra delegazione ha registrato una vera e propria invasione di romeni, che si sono stabiliti senza nessun controllo nelle case abbandonate, in via delle Fabbriche e in via Molinetti. Ma voi li avete visti come vivono? Non esistono servizi igienici, con la conseguenza che escrementi, liquami e rifiuti sono scaricati nei torrenti limitrofi (inquinando le acque) o lasciati marcire all'aria aperta. Vivono di accattonaggio e di elemosina quando va bene, altri invece scelgono la prostituzione e i furti nelle abitazioni. E dobbiamo continuare a sentir dire che c'è ancora bisogno di tempo? Sono anni che conviviamo con questa situazione. E'ora di finirla. E poi cosa succederà, quando sarà deciso lo sgombero? Dove andranno a finire? Li ritroveremo forse sotto casa, in spiaggia o nei giardini pubblici di Voltri?».
In fila sotto il palco sono tanti i voltresi che pretendono di essere ascoltati; qualcuno urla in fondo all'aula che se il problema non rientra, non ci saranno soluzioni alternative a quella delle ronde e alla giustizia fai da te. La gente - che non si sente al sicuro - chiede l'intervento immediato delle istituzioni, questore e prefetto compreso.
«C'è un grande assente questa sera: chi rappresenta la Prefettura? - domandano alcuni cittadini -, abbiamo invitato tutti, ma a quanto pare qualcuno manca. Questi romeni tra una rapina, uno scippo e un furto tentano anche di sequestrare i nostri figli. Quando andiamo al Pam, teniamo bene incollati i nostri bambini ai carrelli perché abbiamo paura che possano sparire. E non si venga a dire che non può succedere. Quali garanzie abbiamo? Le forze dell'ordine fanno quello che possono ma non è abbastanza».
La gente comunque cerca di difendersi non soltanto a parole; è nato infatti un comitato spontaneo apolitico degli abitanti della zona e da lunedì sera è partita anche una raccolta firme sottoscritta in pochissimo tempo da centinaia di firmatari. La gente si è stretta poi intorno ai genovesi, Ivano De Lucchi e Patrizia Giua, marito e moglie anch'essi abusivi e in cerca di una sistemazione. Ma anche per loro nessuna risposta concreta da parte di Merella, Burlando e Bruzzone, malgrado la signora non appena iniziata l'assemblea si sia precipitata sul palco per far sentire le sue ragioni.