Voltri, la protesta viaggia sulle autostrade del mare

L’Affresco di Piano divide il quartiere «Il traffico andrà in tilt» «Ma la spiaggia è salva» An contro il Prc: «Ha tradito sui riempimenti»

Francesco Gambaro

Da una parte c’è Renzo Piano che nell’ultima versione del suo «Affresco» ridisegna la Voltri del futuro con il porto dei pescherecci, quattro accosti per le «mitiche» autostrade del mare e una promenade nuova di zecca. Dall’altra parte ci sono i suoi abitanti che da anni combattono contro riempimenti e tombamenti per difendere quel che resta della spiaggia di Voltri. In mezzo amministratori e politici di entrambi gli schieramenti, che si rimpallano accuse e denunce perché il futuro di Voltri sta a cuore a tutti, «soprattutto a poche settimane dalle elezioni» mugugnano i cittadini.
Fa discutere il comportamento della sinistra, da sempre contraria ai riempimenti in area portuale, che adesso brinda insieme a Pericu, Repetto e Burlando per l’ultimo Affresco di Piano che ridimensiona, ma non esclude 100mila metri quadrati di sabbia in mare per i cantieri, il nuovo porto pescherecci e gli attracchi dei traghetti. Certo, nulla in confronto al progetto dell’ex presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti, che prevedeva 350mila metri quadrati di riempimenti fino al rio San Giuliano e «l’allungamento della diga foranea per oltre mille metri» racconta Arcadio Nacini, consigliere a Tursi di Rifondazione comunista e leader dei comitati del ponente. Due buoni motivi - spiega - per sposare la variante di Piano, «purché venga creato un collegamento ferroviario tra il porto e le linee di Valico per far uscire da Voltri le migliaia di camion che transitano ogni giorno».
Perché le «mitiche» vie del Mare causeranno un imbuto nella delegazione già intasata di suo, e il traffico a ponente potrebbe scoppiare, nonostante il numero uno dell’Authority Giovanni Novi abbia garantito che nessun camion passerà in città. Su questo punto batte anche Ildo Canneva, consigliere di An nella VII circoscrizione: «Con le autostrade del mare vi sarà senz’altro un incremento della circolazione dal porto. A Voltri non ci sono strutture sufficienti per portare il traffico fuori dalla città, l’autostrada è impraticabile e l’Aurelia è all’ingorgo quotidiano». Di qui la proposta di Canneva di trasportare le merci su chiatte da Voltri allo scalo di Sampierdarena: «A dicembre Novi mi rispose che il trasporto su chiatte sarebbe stato troppo oneroso, ma a Rotterdam è la norma». E poi: «Noi del Ponente abbiamo accettato il porto Petroli a Multedo, abbiamo perso la nostra spiaggia, ora vorremmo almeno portare a casa i nostri figli senza rimanere imbottigliati nel traffico. Sacrifici ne devono fare tutti, terminalisti inclusi». L’esponente di An non risparmia critiche a Nacini: «Ripeteva sempre: mai più un granello di sabbia in mare. Ora come può accettare 100mila metri quadrati di riempimenti?».
La stessa domanda si pone Giovanni Oliva, capogruppo di Forza Italia: «Capisco la soddisfazione di Nacini perché il porto di Voltri non si amplierà più, però vorrei sapere se parla a nome del comitato o come consigliere di Rifondazione. Resta il fatto che all’interno del Vte si sta studiando l’ipotesi di creare tre o quattrO attracchi per le petroliere con un connubio pazzesco con container e autostrade del mare». L’Affresco non dispiace a Umberto Mongiardini, storico rappresentante dei comitati del ponente: «Per noi era importante scongiurare il prolungamento della Diga foranea, bloccando il porto fino al Vte». Le uniche perplessità riguardano la nuova promenade, che «non si può fare senza aver risolto prima il problema della difesa del litorale. Ragion per cui avevamo chiesto l’installazione di pennelli o dighe soffolte, invece hanno costruito una barriera di massi sull’ultima spiaggia del ponente genovese». Della massicciata si parlerà il 22 marzo alle 17 all’assemblea pubblica in piazza Odicini, presenti Giovanni Novi e l’assessore comunale Mario Margini. L’ultima volta non c’erano e i voltresi non hanno gradito.