Voltri vuole già «demolire» il grattacielo stile Manhattan

I consiglieri del parlamentino si lamentano: «In Comune nessuno sta ad ascoltarci»

Voltri come Manhattan. Non c’è solo la spiaggia cancellata dalla passeggiata. Nel futuro di Voltri sta per stagliarsi un grattacielo di 105 metri. Tecnicamente si tratta della «riqualificazione dell’ex area Verrina», all’estremo levante della delegazione: il progetto prevede oltre al grattacielo la realizzazione di un centro commerciale con relativo parcheggio da 5mila metri quadrati.
Ma la gente grida allo scempio. Martedì scorso nella sala dell’ex circoscrizione gli animi si sono ancora una volta infiammati. La commissione presieduta dal diessino Marco Avvenente, presenti l'architetto Ferrari del Comune e l'architetto Pontiggia, il progettista, ha espresso parere contrario al progetto di un grande centro commerciale che avrebbe per cardine un grattacielo alto 105 metri sul livello del mare. Rosa Morlé (Rifondazione) è d'accordo di votare subito, così come è richiesto da Paolo Fanghella (Gruppo Misto), Ildo Canneva (Alleanza Nazionale), Gianni Oliva (Forza Italia), Andrea Molinari (Lega Nord), ma viene tutto rinviato alla riunione dei capigruppo. Si sollecita però a far presto per non cadere in periodo elettorale. La Morlé giura di non aver mai visto i progetti della nuova stazione ferroviaria che sposterà il baricentro del quartiere verso Prà: «Chi li ha nascosti?».
Alla fine Molinari si sfoga: «Non mi piace, ma non posso intervenire sul privato. Questa realizzazione, con stazione di Voltri a Palmaro, renderà Voltri un dormitorio. Persiste un aspetto strisciante della maggioranza che ci tiene all'oscuro dei fatti da diverso tempo a questa parte».
Ma anche il vicepresidente della circoscrizione, Silvio Benvenuti della Margherita non è d’accordo: «Tutto cemento senza verde; si è parlato di albergo alto come un palazzo del circondario ed eccoti un mostro. Occorre che il progetto mantenga i binari della metropolitana in Piazza Lerda vicino ai capolinea Amt dove attualmente esistono».
Si teme che le nuove realizzazioni si concretizzino soltanto in una struttura di forte impatto che non tiene conto dei nodi di viabilità, e che provocherà un violento spostamento del baricentro operativo. Attacca Fanghella: «Le ferrovie dovrebbero intervenire prima di costruire, ma non lo faranno e toccherà al Comune fare la viabilità, con quali soldi? Ricadremo nell'errore della torre Elah di Pegli?»
Il diessino Mauro Avvenente ricorda che «occorre ovviare allo scollegamento esistente fra Comune e la troppo subordinata circoscrizione, il parere della quale non è tenuto spesso in considerazione. Della variante «grattacielo» non eravamo informati. La viabilità non si risolve a questo modo».
Ildo Canneva (An): «Stiamo per diventare la brutta copia di Pegli per Torre Elah. Occorre dare priorità alla viabilità non solo nel sito Verrina ma in tutto Voltri, poi si può parlare di costruire. È fin troppo abusata la formula: “io costruisco ma ti faccio un asilo nido», basta non ne possiamo più. Si voti questa sera stessa un parere contrario. La stazione della metropolitana deve essere ubicata in Piazza Lerda, qui non ci piove. Questa della Verrina è un'altra Fiumara». Si scatenano gli applausi.
L'architetto Ferrari, responsabile dell’Urbanistica del Comune di Genova, spiega che la ragioni del progetto vanno cercate nella volontà di dare una sorta di «risarcimento» agli abitanti del Cep per toglierli dall’isolamento e scendere giù per fruire di questo complesso modernissimo. «Il piano è stato approvato nel 2000 con le stesse quantità volumetriche - dice -. La superficie di 2500 metri quadrati sarà adibita alla vendita; quella dei magazzini sarà di 4000 metri quadrati, mentre il posteggio auto sarà di 5000 metri quadrati, altri 1000 metri quadrati saranno per l'Asilo infantile. Una strada costeggerà il rio S.Giuliano e collegherà l'Aurelia con via Ventimiglia, per sveltire il traffico dell'Aurelia». Dal rettilineo di Palmaro si girerà a destra per entrare da Verrina mentre le altre auto svolteranno a sinistra, verso il mare, imboccheranno un tunnel sotto la ferrovia e proseguiranno fino a piazza Lerda. Giunti qui il pubblico chiede dove andranno a finire le auto. Qui non v'è via di scampo: andare alla spiaggia non si può, rientrare in Aurelia e mettersi in coda si creerebbe un ingorgo senza precedenti. Domande rimaste senza risposta.
Alle ore 21 nella stessa sala di riunioni arriva Zara per la campagna delle primarie. Dà la priorità al terzo valico, dice: «stiamo soffocando». Poi sente i pareri sull'impatto ambientale a Voltri, i pareri negativi dei comitati sulla stazione metropolitana, sulla passeggiata, sull'ospedale, sulla gronda, sulla impotente Circoscrizione, sul degrado totale, sulla fuga dei giovani laureati. A tutto dà una risposta, poi conclude fra il serio e il faceto: «Mia moglie sta pregando che io non venga eletto. A Voltri la situazione è ingarbugliata... io sono del parere di ripristinare i municipi...votate pure Marta Vincenzi».