Volvo S60, il futuro ormai si tocca con mano

Bisogna risalire al 1976, anno della presentazione della 760 disegnata dal geniale Jan Wilsgaard, per trovare una svolta stilistica delle auto Volvo di portata analoga a quella attuale iniziata con la Xc60. Che il nuovo crossover, da pochi mesi sul mercato con ottimi risultati, non sia un episodio è confermato dalla S60 Concept presentata al Salone di Detroit. Show car ricca di soluzioni avveniristiche che non ritroveremo integralmente riprodotte sulla versione di serie attesa nei primi mesi del 2010, la nuova concept rappresenta il punto di arrivo di un lungo cammino che Volvo ha intrapreso per raggiungere lo stile scandinavo puro, in passato a volte contaminato da eccessi di razionalità che è meglio lasciare ai mobili.
Le forme coraggiose del concept svedese sono opera dell’inglese Steve Mattin, direttore del design della Volvo, ispiratosi ai mari e alle scogliere scandinave per infondere nel progetto dinamicità e carattere. Nel frontale crescono ancora le dimensioni del simbolo del ferro al centro della sacra diagonale Volvo che domina la grande calandra trapezoidale. Ricercato è il disegno dei proiettori, dotati di luci che creano un fascio luminoso che disegna due piccole navi vichinghe. Lateralmente la S60 Concept dichiara la sua vocazione di coupé a cinque porte, eliminando l’equivoco di «berlina sportiva ma non troppo» che ha accompagnato la S60 attuale. Le fiancate sono solcate da una doppia onda, che si allunga fino alla coda sotto la linea dei finestrini che salgono in maniera decisa.
Nella versione di serie rimarrà certamente il taglio delle portiere posteriori meno probabile l’apertura a parallelogramma, verso la coda, per agevolare l’accesso ai sedili posteriori. «Nei futuri modelli Volvo noterete sempre più dei richiami al mondo degli autodromi - dice Mattin - come sulla S60, nella quale le linee laterali formano un motivo continuo che disegna le curve di un circuito». E i gruppo ottici posteriori che si prolungano sulle fiancate lo confermano e si distinguono per la mancanza di colorazioni quando sono spenti, celati sotto un pannello in vetro diviso in sezioni orizzontali. Salendo sulla nuova concept car ci si accorge che i designer hanno osato ancora di più e che, per loro stessa ammissione, ciò che hanno creato è destinato a trovare una realizzazione in un momento successivo al lancio della S60 di serie. Nell’abitacolo, dove regna l’armonia, protagonista è la futuristica console centrale, realizzata in solido cristallo dai maestri della Orrefors, che può fluttuare fino allo schienale del divano posteriore. Ogni dettaglio di plancia, cruscotto e pannelli trasmette sensazioni di movimento, un fluire tranquillo tipico dell’onda lunga, in forte contrasto con il mare in tempesta evocato dalla linea della carrozzeria. Secondo la consolidata tradizione Volvo, anche la S60 Concept presenta una straordinaria innovazione per la sicurezza che vedremo già il prossimo anno sulla coupé di serie. Si tratta di un dispositivo in grado di rilevare la presenza di un pedone che compare sulla traiettoria dell’auto e di attivare tutta la forza frenante in caso di mancata o tardiva reazione del guidatore, un’evoluzione, quindi, del già attivo Collision Warning. Anche l’Adaptive Cruise Control è stato migliorato con una funzione di assistenza in caso di coda che previene l’urto con il veicolo che ci precede anche a velocità bassissime.
Il motore scelto da Volvo per muovere la S60 Concept è un quattro cilindri a benzina, 1.6 e 180 cv di potenza massima dotato di tecnologia turbo a iniezione diretta del carburante ad alta efficienza. All’elevata potenza specifica, che esalta il temperamento sportivo della coupé svedese, corrispondono consumi molto contenuti per auto di questa categoria: 20 chilometri con un litro di benzina ed emissioni di anidridecarbonica di 119 g/km. A questi valori si è giunti con una lunga serie di accorgimenti, primi fra tutti il servosterzo elettrico e la combustione stratificata, una tecnologia che prevede una camera di combustione disegnata per favorire la nebulizzazione della miscela aria/carburante attorno alla candela, circondata a sua volta da aria pura. È grazie a questo surplus di aria che il motore può funzionare consumando meno benzina. All’abbassamento delle emissioni contribuiscono anche lo start/top, il cambio Powershift a doppia frizione e la modalità di guida parsimoniosa «Drive Mode».