Con Volvo XC60 è rivoluzione nello stile Anche a bioetanolo

La trazione integrale occupa soltanto gli ultimi 10 degli 80 anni della storia di Volvo. Il primo capitolo fu infatti scritto nel 1997 con l’arrivo della V70 AWD, primo approccio al 4x4 del costruttore che si era sempre mantenuto distante da questo tipo di trazione potendo contare sull’affidabilità delle ruote motrici posteriori.
L’abbandono di questa tecnica, per passare alla trazione anteriore e, da questa, a quella integrale, ha spalancato a Volvo le porte di una fascia di mercato in fortissima espansione.
Da quella prima AWD la progressione è stata costante, prima con lo sviluppo della filosofia cross country, sintetizzata nella sigla XC applicata alla popolare station wagon «70», poi con il debutto deciso fra i grandi Suv con la poderosa XC90, rapidamente assurta, grazie alle sue qualità e al gradimento del pubblico, a punto di riferimento dell'intera categoria. Dopo il totale rinnovamento della XC70, realizzata sulla nuova piattaforma large inaugurata dalla S80, Volvo è pronta a scendere anche nell’arena degli small premium utility, quasi un segmento nel segmento, che dovrebbe crescere del 75% dal 2007 al 2009 raggiungendo le 440mila unità. Sicura protagonista in questo scenario, dai primi giorni del 2009, sarà la XC60, presentata in versione concept nei più importanti Saloni internazionali dell’auto come Detroit, dove ha debuttato, e poi Ginevra e il Motor Show di Bologna.
Sono bastate queste prestigiose ma fugaci apparizioni, unite all’entusiastica accoglienza decretata dai visitatori di quelle rassegne e degli operatori specializzati, per creare un’attesa di dimensioni raramente riscontrate nella storia di Volvo. È stato lo stesso presidente della marca svedese, Frederik Arp, a dichiarare che il modello definitivo si discosterà ben poco dalla concept esposta ai Saloni, ammettendo che sotto il profilo stilistico Volvo non aveva mai osato tanto, dando vita a una vettura difficilmente classificabile in una precisa tipologia. Le linee fluide della XC60 riescono infatti a fondere due anime, quella solida e muscolosa interpretata dalle forme della parte inferiore dell’auto e l’altra, dinamica e filante, rappresentata dalla parte della carrozzeria al di sopra della linea di cintura. Sarà sicuramente il design a conquistare il target group di automobilisti individuato per la XC60, persone molto attente alla sostanza, ricca di tecnologia, che deve, però, essere assolutamente racchiusa in un «involucro» stimolante. Al riuscito design, lo sportivo Suv svedese potrà inoltre abbinare la storica competenza di Volvo nel campo della sicurezza, che farà debuttare sull’auto il «City Safety», un inedito sistema per la riduzione delle collisioni alle basse velocità di cui parliamo più dettagliatamente in questa pagina. Non ci saranno problemi per scegliere, nella vastissima gamma di propulsori su cui oggi Volvo può contare, quelli più adatti a muovere la XC60, equipaggiata, come concept car, di un modernissimo 6 cilindri in linea di 3.2 litri di cilindrata e 265 cv di potenza, alimentato con bioetanolo E85, carburante sempre più diffuso nei Paesi scandinavi che abbatte dell’80% le emissioni di Co2.