Vonn&Mancuso, America a due facce

Lindsey e Julia sono le due facce (belle) dell’America che vince. Sono
la dimostrazione che nello sport si può arrivare al
podio olimpico, seguendo strade completamente opposte

Whistler Mountain Lindsey e Julia sono le due facce (belle) dell’America che vince. Sono anche la dimostrazione che nello sport si può arrivare al massimo, al podio olimpico, seguendo strade completamente opposte. E siccome le due fanno lo stesso sport, sci alpino con propensione alla polivalenza, significa che nella vita c'è ancora spazio per la fantasia.
Per raggiungere il successo Lindsey ha scelto, ma più che altro ha subìto, un approccio schematico e rigido, il lavoro duro come unica via. Lindsey è quadrata, non lascia nulla al caso. Julia, al contrario, è rotonda, sciolta, naturale, tanto per dare un’idea di fluidità.
Lindsey prepara ogni mossa della sua giornata fin nei minimi dettagli. Non si rilassa mai. Nei momenti di riposo studia a tavolino il modo migliore per presentarsi alle conferenze stampa guardandosi per ore i video di altri campionissimi dello sport (il preferito è Roger Federer), per rispondere poi ad ogni domanda con il giusto tono, il giusto sguardo e possibilmente un sorriso. Julia nei momenti di riposo ride sempre per davvero, va a fare shopping e a divertirsi con le amiche del circuito o disegna i capi d'abbigliamento della sua linea di intimo Kiss my tiara. Julia non consuma tutte le sue energie per lo sci, ne tiene anche per la seconda vita che per lei vale tanto se non più di quella da atleta. Julia era in crisi prima di arrivare a quest'Olimpiade, miglior risultato in coppa nelle ultime due stagioni un sesto posto in gigante nel dicembre 2008. Mentre l'altra, la Vonn, collezionava coppe e vittorie, lei soffriva nelle retrovie. Dopo aver raggiunto il massimo, campionessa olimpica di gigante nel 2006, aveva sbagliato a miscelare gli ingredienti della sua vita, riducendo l'allenamento ed esagerando con l'extra. Per prepararsi a questi Giochi Julia si è allenata a casa sua, a Squaw Valley, in California, sciando in neve fresca. Poi però è arrivata a Vancouver, è salita a Whistler, e ha cambiato espressione. «È apparsa una luce nuova nei suoi occhi, quella luce che non vedevamo da mesi», racconta il suo allenatore Chris.
Lindsey Vonn invece non ha cambiato espressione arrivando a Vancouver. Ha però indetto una conferenza stampa per annunciare al mondo che allenandosi fra i pali dello slalom in Austria, sua seconda casa per interessi di sponsor e anche di discussi preparatori atletici, aveva preso una botta alla tibia. I suoi Giochi erano in pericolo. Nessuna fra le rivali ha creduto più di tanto alla messinscena, soprattutto quando Lindsey è arrivata in pista per la prima prova della discesa e ha battuto tutte, come sempre. Persino la sua amica del cuore Maria Riesch ha messo in dubbio la gravità dell'infortunio: «Quando scia, di sicuro, non ha problemi».
Oggi terzo round del duello: il superG. Risultato dopo i primi due tempi (discesa e supercombinata), un oro a due argenti per Lindsey. Avrete capito per chi facciamo il tifo noi.