«Vorrei guarire» Sogni e speranze dei piccoli pazienti

«Ce la devo fare». «Da grande vorrei essere Papa». «Vorrei fare un viaggio con il mio fidanzato che mi troverò». Sono questi, e tanti altri ancora, i sogni dei bambini ricoverati all’ospedale pediatrico del Bambin Gesù, affidati ai rami dell’«albero delle Meraviglie», allestito all’ingresso della ludoteca. Messaggi brevi, scritti a volte con la grafia incerta dei piccoli alunni ai primi anni di scuola oppure in una delle tante lingue straniere in cui si esprimono i giovanissimi pazienti provenienti dall’estero, che sempre più numerosi popolano i reparti della struttura.
Messaggi di speranza per la propria condizione ma anche aspirazioni, ringraziamenti, desideri e qualche rivelazione amorosa.
«Desidero un coniglio bianco» scrive Giulia, e Gegè «Vorrei vivere». Qualcuno gli fa eco con «Vorrei che tutto tornasse come prima» e una mamma, a nome della figlioletta: «Dalila spera che, seppure pelata, troverà sempre nuovi amici». Con un linguaggio e un’ortografia spesso condizionata dal gergo dei messaggi sms dei telefonini dove il «che» diventa «ke» e dove «spero» si trasforma in «sxo», i piccoli pazienti e gli adolescenti ricoverati si raccontano manifestando un grande desiderio di comunicare. «Grazie di tutto a medici, infermieri, dottori, pagliacci, animatori e tutte le persone ke mi hanno assistito, vi voglio bene».
«Vorrei volare nel cielo blu come una stella» dice il biglietto di Manuel. Mentre Daniele scrive: «Vorrei che questo ospedale fosse vuoto perché tutti i bambini sono guariti. Compreso me».
«Vi prego, fatemi guarire presto perché vorrei tornare a casa» chiede semplicemente Irene. Qualcuno già pensa al futuro come Carmela «Vorrei diventare carabiniere» o Roby «Da grande farò la scienziata» o Claudio «Da grande voglio fare lo scrittore di fiabe».
E molti sono i messaggi rivolti Gesù come quello di Sara: «Fa che mio fratello stia presto bene e torni a Latina». Tanti altri sono indirizzati ai genitori in conflitto: «Vorrei che mamma e papà non si separassero» invoca Elisa, e Carina «Vorrei aiutare mamma e papà». Mentre Dario, più prosaicamente, annota: «Desidero un fratellino».
Tra i più ragazzi un po’ più grandi c’è anche chi affida ai messaggi dell’albero delle Meraviglie i primi sussulti del cuore. «Mi voglio fidanzare con Antonio» scrive sicura Lalla ed Eleonora «Gianluca ti voglio bene, sei il migliore del mondo».
Non mancano le aspirazioni universali come quella di Federico «Vorrei che non ci fossero guerre» o di Martina «Spero che nessuno sia disprezzato per il colore della pelle». Allegra consegna un messaggio profondo: «Ricordo triste: i bambini indiani non hanno casa, hanno la fame e malattie, vorrei aiutare».
E per tutti, Sara riassume «Vorrei che tutti questi biglietti si avverassero».