«Vorrei vederli soffrire poco a poco»

La mamma del piccolo: «La pena di morte è troppo poco: per gente così non basta»

da Parma

«Mostri è fargli un complimento. Vorrei vederli soffrire poco a poco, in questi casi la pena di morte non basta». Paola Pellinghelli, la mamma di Tommaso Onofri, usa parole dure nei confronti di chi le ha sequestrato e ucciso il suo bimbo di 17 mesi. «Magari è una parola un po’ troppo grossa, però adesso come adesso li vorrei vedere proprio così. Soffrire giorno per giorno come abbiamo fatto noi e come stiamo facendo», dice con accanto il marito Paolo Onofri. Per l'ennesima volta Paola torna nel casale per sistemare mazzi di fiori e bigliettini che testimoniano affetto, solidarietà e dolore per una famiglia provata da una tragedia impossibile da metabolizzare. Dice di più, mamma Paola. Ai cronisti che le chiedono se è d'accordo con la pena di morte, risponde: «Sono sempre stata favorevole», un’idea che «per me c'era già da tanto tempo... Ma - fa una pausa -, in casi come questi sono più cattiva, vorrei vederli soffrire poco a poco».
La donna si china e si commuove davanti alle molte lettere posate davanti alla porta di casa, ai fiori, ai pupazzi lasciati in ricordo di un «piccolo angelo». Un pianto composto, quasi schivo: «Mi hanno colpito tutti questi biglietti, mi fanno sentire un po’ meno sola». Poi, un piccolo spazio per ringraziare di nuovo «tutta l'Italia, le forze dell'ordine, la Protezione civile, la Croce Rossa, tutti quanti ci sono stati vicini. Un grazie veramente di cuore a tutti, tramite voi, e anche a voi», dice ai giornalisti. Poi la tappa quotidiana dettata dal cuore e dal dolore vicino al greto dell'Enza, dove per un mese è stato sepolto il corpo di Tommy, quando invece famiglia e inquirenti lo credevano, e lo speravano, ancora vivo. E dove tantissime persone, senza soluzione di continuità, si recano quasi in pellegrinaggio.