«La vostra non è storia, è preistoria»

Caro dott. Lussana, da buon sampdoriano e cioè da uomo avvezzo ad un certo stile, le scrivo all’indomani della partita di Lens perché nei trionfi tutti sono capaci di osannare la loro fede, meno nelle avversità.
L’ultima lettera pubblicata nel «Derby dei tifosi» a firma del signor Puppo, ineffabile nel suo insieme, mi ha messo di buonumore e mi ha fatto fare quattro risate. A parte che scomodare la storia per il calcio è già segno di esaltazione, vorrei affermare che più che di storia si dovrebbe parlare di preistoria...
Ho un’età (ahimè!) ragguardevole avviandomi verso anni 78 e se parlo di preistoria è perché mi riferisco all’ultimo scudetto vinto dal Genoa: tutto ciò avvenne quattro anni prima della mia nascita e cioè nel 1924! Ma «Valgame Dios» concediamo ai nostri concittadini dell’altra sponda quello cui maggiormente ambiscono. 1) Sono la Società di calcio più antica d’Italia. Ed allora? Non temono che, come per tutti i vecchi, capiti il decesso? 2) I nostri costituiscono un «Popppolo (mi raccomando la tripla P). Ed allora? 3) Come li proclama il sig. Puppo, sono anche masochisti e per loro i risultati non contano. Vi sono poi affermazioni di cattivo gusto ch riguardano le origini della Sampdoria, tipo: «sarà nata da genovesi? Ne siamo sicuri?». Per quel che riguarda la nostra nascita fà fede l’atto di costituzione ed i cognomi dei fondatori. Ma senti chi parla... Proprio loro nati da inglesi! E purtuttavia a distanza di più di un secolo dall’unità d’Italia, tirare in ballo le origini dei sostenitori è proprio questione di livello culturale. E non scrivo «pro domo mea». Sono genovese, nato a Genova, a Genova ho sempre vissuto e con tutto ciò mi onoro di mischiarmi ai sampdoriani di qualunque provenienza, sia essa altoatesina, meridionale od isolana.
Contano effettivamente i numeri. A proposito di numeri tagliamo la testa al toro: abbonati Sampdoriani circa 19mila; abbonati «altra squadra» 16mila se la memoria mi sorregge, data l’età!
Ambedue le tifoserie quando hanno sottoscritto gli abbonamenti era in serie A: qualcuno poi si svegliò!
Che poi, come il sig. Puppo sostiene in proposito degli abbonamenti «... che le rare volte che siete stati ai nostri infimi livelli sono miseramente crollati...» manca la controprova e non può essere assolutamente vero per il semplicissimo motivo che ai loro (come dice il sig. Puppo) infimi livelli non siamo mai arrivati perché campionati di C la Sampdoria non ne ha mia disputati.Se per voi va bene vivere di ricordi, incuranti dei Dalla Costa e dei Preziosi, oggi a Genova, ieri a Como, l’altro ieri a Saronno, padronissimi. A noi piace il calcio, piacciono i risultati, piace un gioco accettabile, soli come siamo a far conoscere con la Sampdoria nelle maggiori città italiane ed in Europa pure il nome di Genova e ciò anche dopo Lens. In fondo in fondo però mi accorgo che qualcosa accomuna me sampdoriano agli altri: il culto dell’antichità.
Attaccati essi ai fatti calcistici di cento anni fa, io nostalgico dei fasti della Repubblica di Genova, e perché no dei trionfi di Cesare ed Augusto!
Coraggio, amici, il vostro calvario sta per finire..., perché verrete per l’ennesima volta ripescati. Hanno fatto una legge che permetterà al Genoa (ho scritto questo nome per sbaglio, scusate) e Napoli (absit iniuria verbis) di passare dalla C, una volta vinta, alla A per meriti preistorici! Vi aspettiamo, Dio permettendomelo data l’età ed allora rideremo. Ad maiora et de hoc satis!
Complimenti vivissimi, dottor Lussana per le sue apparizioni a Primocanale, contraddistinte da una rara obbiettività di giudizio, dote gradita a chi, come me, pur tifoso, non fa del calcio questione di vita o di morte.