«Lo voterei, ma...». I dubbi dei compagni

I militanti a Monte Stella: l’oncologo è vecchio per la politica, fuori dai partiti e la sua laicità dà problemi

Andrea Fontana

Troppo anziano, troppo laico, maschio, fuori dai partiti, un punto interrogativo come amministratore. Il potenziale candidato di centrosinistra, Umberto Veronesi, a 24 ore dal suo «Ci sto pensando» alla corsa per Palazzo Marino, ha già la sua lista dei difetti compilata dal popolo sinistrorso riunito a Montestella.
«L’età è un po’ troppo avanzata» risponde ridacchiando Federico, 33enne impiegato di zona Loreto; gli fa eco Angelo, 39 anni, professione ghisa : «È anziano, meglio un quarantenne. Mi piacerebbe Panzeri, l’europarlamentare». L’ottantacinquenne Carlo Talamucci, vicepresidente dell’Anpi, con tessere Pci, Pds e Ds nel taschino, punta su altro: «Certo, come ministro ha fatto bene, ma come amministratore è un mistero, meglio De Bortoli, un giovane intellettuale da battaglia». Proposta vanificata a tempo di record visto che un minuto dopo arriva l’ufficialità: il direttore de Il Sole 24 Ore non è disponibile per la poltrona di Palazzo Marino.
Impressioni a caldo da «Sì, ma...» per chi, mentre presta un orecchio alle parole di Pierluigi Bersani allo Spazio Coop non salta di gioia al pensiero del sindaco-scienziato. «L’ho sentito al Tg3 delle 12 e mi ha sorpreso - esordisce Umberto, quarantenne della sezione Ds di San Donato, con grembiule bianco e asciugamano in testa -. Dico, perché no? Ma non sono entusiasta». Non mancano le riflessioni più articolate dei trentenni che segnalano il rischio dell’accoppiata Veronesi-centrosinistra a Milano. «Preferirei un uomo di partito, magari appoggiato da personalità della società civile - è l’analisi di Gianluca Bocchinfuso, insegnante di Lettere, originario di Cosenza -. Veronesi potrebbe fare l’assessore, ma come sindaco rischia di essere bruciato dalle differenze tra i partiti». La laicità e la posizione a favore della fecondazione assistita è il «difetto» indicato da Gianluca, impiegato di 30 anni, che sentenzia: «Il problema vero è la Margherita: gli ex democristiani e i cattolici non saranno certo contenti». Per una Franca, diessina in camicetta rossa e Unità sotto braccio, che ha «un sogno impossibile: un candidato donna», un brizzolato cinquantenne della direzione provinciale Ds che spegne il dibattito: «Ci sono giornali e giornalisti che creano e lanciano le candidature: il centrosinistra farà uscire i nomi nel momento opportuno e se ci saranno più candidature si andrà alle primarie».