Voti contestati: due su tre erano del centrodestra

Già prima di ricontare le schede, la Corte d’Appello considera valido il 20 per cento di quelle non assegnate

Piero Pizzillo

Tra le schede contestate e non assegnate dai seggi elettorali liguri per l’elezione dei deputatie una su cinque era valida. Di trenta che erano in totale ne sono state recuperate sei dall’ufficio centrale circoscrizionale presso la corte d’appello presieduto da Giovanni Russo, affiancato da altri sei magistrati. In altre parole il 20 per cento della contestazione è stata cancellata dai giudici che hanno restituito quattro voti alla Casa delle libertà e due all’Unione. Dopo il controllo della magistratura sei voti, che sarebbero rimasti nel limbo, sono stati attribuiti a pieno titolo. Pertanto sono state escluse e, quindi, considerate «contestate e non assegnate» le rimanenti 24 schede, che sarebbero state votate in modo tale da poter portare all’individuazione dell’elettore. Oppure usando la penna rossa o la biro, invece della matita che viene data dallo scrutatore. Per le schede contestate e non assegnate, la scrupolosa verifica dei magistrati «raddrizza» il lavoro del seggio, e restituisce i voti validi.
Numeri piccoli che però acquistano significato in vista di un eventuale riconteggio delle schede nulle. In tutta la regione sono 17.040. Queste schede non sono soggette al controllo della magistratura. In molti seggi non erano presenti i rappresentati delle liste di centro destra, quindi potrebbero essere state annullate senza contestazioni, ma in realtà, con i criteri oggettivi usati dai magistrati, essere ugualmente valide. Sono state dichiarate nulle, in mancanza di contraddittorio. In linea teorica, ma non troppo, in analogia ai «numeri» della corte d’appello, in base alla percentuale di cui abbiamo sopra detto, si potrebbero recuperare 3000 voti circa, di cui due terzi a favore della Casa delle libertà. Da qui la necessità di un controllo delle schede nulle, di cui si sono fatti promotori i partiti di centro destra.
In serata i verbali dell’attività svolta dall’ufficio circoscrizionale sono stati inviati alla Cassazione per un’ulteriore verifica, prima della proclamazione degli eletti. Lo stesso lavoro, con risultati analoghi, per l’elezione dei senatori, è stato svolto da un altro ufficio della corte d’appello, presieduto da Gianfranco Bonetto.