«Voti della mafia in Lombardia? L’Idv si fa uno spot sulla nostra pelle»

«In Regione Lombardia ci sono consiglieri eletti con i voti della ’ndrangheta». Giulio Cavalli, 33 anni, neo consigliere lombardo dell’Italia dei Valori, lancia in tv la «bomba» contro i suoi colleghi. Con i presunti malavitosi ci ha lavorato per oltre sette mesi senza fare una piega. Ma quando vede le telecamere de L’Infedele di Gad Lerner tutte per lui non resiste alla tentazione dei cinque minuti di celebrità e sfodera la sua verve da attore teatrale. La spara grossa, chissà con quali prove in tasca.
A rimbalzare le illazioni in «Saviano style» è Davide Boni: qualche settimana fa ha difeso il suo partito, la Lega, dalle accuse di Saviano. E ora difende tutto il Consiglio regionale, che presiede.
Presidente Boni, sono accuse pesanti quelle dell’Idv. Cosa intende fare?
«Prima di tutto chiederò una copia della trasmissione per riascoltare cosa è stato detto. Dopo di che, ho intenzione di querelare Cavalli, che dovrà poi rispondere di quello che ha detto».
Crede che Cavalli abbia cavalcato la moda Saviano?
«Dico solo che il consigliere dell’Idv sta per uscire con un libro che parla di mafia. Ha colto la palla al balzo e si è fatto un po’ di pubblicità in prima serata. Quale occasione migliore? Ormai è una moda. Ma non si possono dire cose a sproposito».
Non lo ha sentito per un primo chiarimento?
«No, ma voglio che questo chiarimento ci sia pubblicamente».
In aula?
«Come è giusto che sia. Dovrà rendere conto delle sue affermazioni davanti a tutto il Consiglio regionale».
Quindi dovrà parlare anche davanti ai presunti malavitosi?
«Vogliamo anche sapere perché è rimasto in aula sette mesi al fianco di quelli che lui considera consiglieri eletti con i voti della ’ndrangheta. E poi, se ha informazioni utili per gli inquirenti, lo dica. Ma non solo in tv».
E se dovesse aver ragione?
«Se c’è un ladro nel tempio, va mandato via il ladro. Prima però bisogna dimostrare che c’è».
Fuor di metafora?
«Se ci fosse qualche infiltrazione malavitosa in Regione Lombardia è giusto che si sappia. In caso faremmo partire un’operazione di pulizia. Il primo passo però, prima di qualsiasi tipo di iniziativa, è dire ad alta voce nomi e cognomi. Se uno lancia un’accusa del genere, deve anche avere il coraggio di non lasciare nulla tra le righe»,
Già la Lega Nord ha querelato Roberto Saviano per le sue illazioni a Vieni via con me?
«E adesso io farò la stessa cosa con Cavalli. Ma non come leghista. Lo faccio come presidente del Consiglio regionale, visto che è stata lesa l’immagine dell’istituzione».
Sabato prossimo il Carroccio si riunirà per un convegno contro la mafia al Nord. Capita a fagiolo?
«Sarà l’occasione per fare il punto sulle contaminazioni malavitose nella politica. E a questo punto, se verranno fuori informazioni nuove, sarà il momento per parlare anche di quello. Ogni nostra azione punta a tutelare il lavoro del Consiglio regionale».