Voto il 28 maggio: la protesta di Veltroni

«A me sembra una cosa da pazzi, mi sembra che buttare 140 milioni di euro per non fare l’election day sia già una scelta scriteriata. Si tratta di una delle tante decisioni prese per fare un favore ai partiti». Reagisce così il sindaco Veltroni alla notizia della data delle elezioni. Proprio martedì il sindaco aveva lanciato un appello per fissare la data delle amministrative il 30 aprile, comunque non oltre il 14 maggio.
«La verità - dice - è che alcuni partiti fanno fatica a preparare le liste mentre fanno campagna elettorale e non vogliono presentarle entro il 14 aprile costringendo gli italiani ad andare a votare il 28 maggio e poi l’11 giugno per l’eventuale ballottaggio, nonostante ci fosse stato anche il parere di Prodi di fare saggiamente le elezioni il 30 aprile. È una di quelle tante manifestazioni di lontananza tra chi decide e il Paese è una cosa assolutamente sbagliata. Si doveva fare l’election day e invece si costringe il Paese ad avere mesi e mesi di campagna elettorale. Si poteva benissimo votare il 9 di aprile assieme alle consultazioni per le politiche oppure chiudere tutti i turni elettorali entro il mese di aprile». Per il segretario dei Ds del Lazio Michele Meta questa data è «una scelta di comodo». «Si doveva fare l’election day - dice -. Invece, visti i sondaggi e vista la difficoltà di comporre le liste, hanno preferito asservire il diritto dei cittadini a una serena espressione di voto per il sindaco della propria città agli interessi di partito della destra».
Di segno opposto il commento del vicecapogruppo di Fi alla Regione Lazio Stefano De Lillo: «È curioso che anziché rallegrarsi di poter restare sindaco qualche giorno in più, Veltroni se ne rammarichi. Il fatto che arrivi a definire una cosa da pazzi una decisione presa nell’interesse generale dal governo nazionale è una cartina-tornasole del nervosismo di un sindaco che più volte ha ostentato un consenso schiacciante intorno alla sua immagine e alla sua candidatura. Un consenso di cui ora non è più sicuro». «Veltroni straparla - dice invece il segretario regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti -. Ogni occasione è buona per polemizzare con il governo e le sue scelte».