Voto agli immigrati, premier e Lega: no a Fini

&quot;L'iniziativa non andrà avanti. Non è nel programma di governo&quot;, il ministro dell'Interno boccia <strong><a href="/a.pic1?ID=288081">Fini che alla festa del Pd ha aperto</a></strong>: &quot;Si può fare ma gli stranieri dimostrino di adempiere a certi doveri&quot;. Berlusconi: &quot;Quella del presidente della Camera è un'opinione personale&quot;.<strong><a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank"><strong> Dì la tua sul blog</strong></a></strong>

Verona - Voto agli immigrati regolari anche senza cittadinanza, la Lega non ci sta e mette le mani avanti bocciando sia il leader del Pd Veltroni che aveva scritto a Fini chiedendo di accelerare l'iter legislativo in materia, sia il presidente della Camera che ghli ha risposta: "Si può fare ma a determinate condizioni. "La Lega conferma la contrarietà netta al voto agli immigrati". Lo ha precisato oggi a Verona il ministro dell’Interno Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro con il sindaco Flavio Tosi. "Non credo - ha proseguito il ministro - che questa iniziativa andrà avanti. Non è nel programma di governo".

Berlusconi: "Non è in programma" "Non è nel nostro programma. Il presidente Fini ha espresso un suo parere". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto così ad una domanda sull’ipotesi del voto agli immigrati durante una conferenza stampa sui rifiuti a Napoli. Inoltre ha ricordato anche la posizione del capogruppo al Senato, esponente di An, Maurizio Gasparri, ed ha assicurato: "non c’è all’ordine del giorno un intervento di legge sulla concessione del voto agli immigrati"

Gasparri: non in questa legislatura "Il voto agli immigrati è un tema in discussione da molto tempo, ma ritengo che in questa legislatura non ci siano numeri e condizioni per questa svolta che sarebbe un errore". Frena sulla questione il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. "Il diritto di voto - spiega - si deve collegare alla cittadinanza, per poter ottenere la quale resta fissato il termine dei dieci anni di residenza in Italia. Ma dare il voto a chi non è cittadino, anche solo per le elezioni amministrative, non sarebbe una scelta giusta".

Rotondi e Della Vedova: bene Fini Di diverso parere il ministro per l'Attuazione del programma, e segretario della Dca, Gianfranco Rotondi: "Bene Fini sul voto agli immigrati, è giusto cominciare dai comuni. È il suggello dell’integrazione. Non è nel programma di governo ma il Parlamento è sempre sovrano". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e presidente dei Riformatori Liberali. "Fini ha fatto bene a ribadire una posizione politicamente coraggiosa sui temi dell’immigrazione. Proprio perché è forte la consapevolezza dei rischi sociali e criminali legati ad un fenomeno di ragguardevoli proporzioni - aggiunge - altrettanto forte deve essere l’impegno ad affrontare efficacemente la questione dell’integrazione culturale, civile e politica degli stranieri che vivono, lavorano e pagano le tasse in Italia". "Si discuterà sui tempi e sulle forme - osserva Della Vedova - ma è difficile immaginare che una quota crescente della popolazione residente possa rimanere a lungo priva di rappresentanza politica e sociale, anche in considerazione del fatto che l’apporto economico e demografico assicurato dalla popolazione straniera agli equilibri del paese ha ormai caratteri strutturali ed è destinato a crescere nei prossimi decenni. Sono milioni gli stranieri che, nei prossimi decenni, diverranno cittadini italiani. È dunque bene che un partito come il Pdl, le cui ambizioni maggioritarie dipendono dalla capacità di interpretare le esigenze complessive della società italiana, consenta loro di riconoscersi nella sua piattaforma politica e nella sua capacità di rappresentare (non solo, ma anche) le loro legittime istanze economiche, civili e sociali".