Voto all'estero, Schifani: "Una legge da rifare"

Il presidente del Senato invita i partiti a ritrovare lo &quot;spirito costituente&quot; per varare le riforme: &quot;Porre un limite o un divieto alla pubblicazione di intercettazioni&quot;. Sul caso Di Girolamo: &quot;La legge sull'elezione dei parlamentari all'estero è scandalosa&quot;. D'accordo il Pd e la Lega<br />

Roma - Superate le normali tensioni dovute alle elezioni regionali bisogna ritrovare lo "spirito costituente" che coinvolgendo "tutti i partiti" rilanci il processo di riforme istituzionali senza le quali "il paese resta fermo e immobile". È l’auspicio del presidente del Senato, Renato Schifani, intervenuto a un convegno dell’Unione delle Province. 

"Intercettazioni, subito una nuova legge" "Ormai la vicenda della pubblicazione senza limiti di intercettazioni che toccano la vita privata anche di persone non coinvolte è sotto gli occhi di tutti. Credo che siano maturi i tempi perchè ad aprile il Senato si occupi definitivamente di questo argomento". Lo ha detto il presidente del Senato evidenziando la necessità di riflettere "sul porre un limite o addirittura un divieto a questo scriteriato regime di pubblicazione di intercettazioni che violano la privacy e toccano persone che non c’entrano nulla e a volte costituiscono una violazione del segreto istruttorio".

Il ddl ad aprile Schifani, replicando a chi gli chiedeva delle parole del ministro Alfano che nei giorni scorsi aveva detto di voler procedere in tempi rapidi con la riforma della giustizia, ha sottolineato: "I tempi sono quelli che conosciamo: noi affronteremo ad aprile il ddl sulle intercettazioni. A giugno dello scorso anno - ha ricordato il presidente del Senato - chiesi una moratoria a tutti i partiti perché riflettessero in Senato per trovare un punto di mediazione, è passato del tempo. Ormai la vicenda della pubblicazione senza limiti di intercettazioni che toccano la vita privata anche di persone non coinvolte è sotto gli occhi di tutti. Credo siano maturi i tempi perché ad aprile il Senato si occupi definitivamente di questo argomento".

"La legge sul voto all'estero è scandalosa" La legge che regola le elezione all’estero dei parlamentari "va immediatamente cambiata perchè il voto per corrispondenza è uno scandalo". Lo chiede Schifani. Partendo dal caso Di Girolamo, Schifani osserva che in particolare il voto per corrispondenza "consente queste tipologie di attività illecite, l’acquisizione del voto, a volte addirittura pagandolo". Inoltre "dobbiamo affermare regole attraverso le quali le stesse polizie estere garantiscano l’effettività della residenza all’estero del candidato".

Il Pd d'accordo Il Pd proporrà un proprio testo in parlamento per la riforma del voto all’estero, dichiarandosi sin da ora "disponibile a confrontare per arrivare a un ampio consenso". Il partito democratico, ricorda Francesco Tempestini, capogruppo Pd in commissione Affari esteri, "sostiene da tempo che la modifica è assolutamente improcrastinabile e che è necessario innanzitutto eliminare il voto per corrispondenza che è fonte di vero scandalo". In questo senso, è da considerarsi "positivo che da parte di Schifani e Pisanu ci sia accordo nel modificare la legge elettorale per gli italiani all'estero".

La Lega pure "Basta ipocrisie, non è il sistema elettorale degli eletti all’estero, che è una barzelletta, a non funzionare. L’assurdità è che ci siano dei parlamentari eletti all’estero". Lo dice il senatore Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione. Per Calderoli "dopo le negative esperienze accumulate in due legislature spero che tutti, come il sottoscritto, siano giunti alla conclusione che non c’è alcuna necessità di avere deputati e senatori eletti all’estero. I nostri cittadini che vivono all’estero hanno il diritto di votare, con modalità serie e non con le attuali, ma per i parlamentari di casa nostra. Prendiamo spunto dal motto dei rivoluzionari americani, 'no taxation without representation', trasformandolo in 'no representation without taxation', perché nel nostro parlamento deve sedere chi vive, lavora e paga le tasse, a casa nostra" conclude.