Il voto e i valori della Chiesa

Siamo quasi al traguardo per decidere quale società vogliamo costruire per il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti. Come cattolica rimango ferma sulle indicazioni del Papa:
- difesa della vita;
- tutela della famiglia fondata sul matrimonio monogamico e perciò vero soggetto della vita sociale;
- libertà di educazione - riconosciuta ai genitori - per i propri figli.
In questo clima di confusione tali indicazioni precise sono le più sagge. Peculiarità della nostra fede è di avere una guida sicura nel Santo Padre e un sostegno nella solidità del Magistero della Chiesa. È evidente che, con una qualsiasi scelta contraria alle indicazioni sopra citate, si ferisce l'unità dei cristiani cattolici e si tradisce il Cuore di Cristo che è il Cuore della Chiesa. Qualsiasi compromesso è un mescolare il grano con la zizzania, il bene con il male, il vero con il falso. Ma chi vuole queste cose? Certamente i programmi della sinistra! Essi non trovano nessun riscontro nel Vangelo perché la vita è disprezzata, i valori della famiglia naturale calpestati e le scuole libere contestate. Ma non basta. Teniamo ben presente la lettera scritta, dal leader della sinistra che si dice «cattolico», ai suoi amici Arcigay e Arcilesbica.
Il compromesso è il mezzo di cui si serve costantemente la sinistra, ora con la lobby gay, ora col riconoscere ai cattolici la libertà sull'ultimo referendum, ma oggi ci viene chiesto di pagare il tributo con il nostro voto. Ritorniamo, per favore, al servizio di Dio! Ricordiamo le parole di Gesù: «Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». (Mt 22,21) Diamo dunque a Dio ciò che gli appartiene: l'osservanza ai suoi comandamenti, la fedeltà a Gesù Cristo mettendo in pratica il Vangelo e l'obbedienza al Suo Vicario.