Il voto del mattino

Radio Deejay è una godibilissima emittente per giovani e finti giovani che verso le 9.00 manda in onda Il Volo del mattino, un programma condotto dal poli-mestierante Fabio Volo che mi piace molto e che ascolto volentieri, nonostante di regola se ne freghi della politica. Ieri mattina, tuttavia, Fabio Volo ha fatto un’eccezione, e verso le 9 e 45 si è messo a bisbigliare frasi come questa: «Berlusconi deve andar fuori dai coglioni, dài! è un buffone! io lo so, io ho lavorato nelle sue tv! ha rotto i coglioni!». Già a gennaio Radio Deejay si era distinta per un’intervista a Romano Prodi sul tema delle maratone, ma almeno la par condicio non era ancora scattata. Ora questo. Che dire? Niente. È che non capisco perché certe dichiarazioni di voto debbano passare alla Storia ed altre no. Nel 1994 espressero la loro preferenza Mike Bongiorno, Gerry Scotti, Davide Mengacci, Iva Zanicchi, Ambra Angiolini, Raimondo Vianello, persino la valletta Antonella Elia: e la cosa fece tanto scalpore che se ne trova traccia in un sacco di libri. Perché negare il privilegio a Fabio Volo? Il conformismo è arte difficile, e quando la maggioranza degli artistoidi si schiera da una parte sola (quella di Prodi) c’è il rischio che nel coro non ti sentano. Diamo perciò una mano a Fabio Volo, premiamo il suo coraggio, piazziamolo sulla prima pagina di un giornale.