Voto per il Papa la sinistra esce dall’aula

Giannino della Frattina

Anche la solidarietà al Papa diventa un caso politico. E in consiglio regionale il centrosinistra esce polemicamente dall’aula al momento di votare le tre mozioni di appoggio a Benedetto XVI. Rinunciando ad approvare anche il proprio documento che, perciò, alla fine passa con i soli voti del centrodestra che polemicamente approva.
Dopo la sospensione dell’altra sera, ieri in agenda c’erano le tre mozioni di condanna per la reazione del mondo islamico alla lezione del pontefice all’università di Ratisbona. A sorpresa il centrosinistra abbandona (con l’unica eccezione di Elisabetta Fatuzzo del Partito pensionati) per protesta contro la «strumentalizzazione politica» della vicenda. Nessuna mozione unitaria, dunque, come a lungo si era sperato. E una polemica che divampa e l’approvazione dei documenti all’unanimità con i soli voti della Cdl. Via libera a quello del centrosinistra, al testo contestatissimo di An e a quello di Sveva Dalmasso (Per la Lombardia) e firmata anche da Forza Italia, Lega e Udc. «Seppur zoppicante - commenta il capogruppo di Fi Giulio Boscagli - è uscita una convergenza. Il dato importante è la solidarietà al Papa». Sulla quale, almeno a parole, sono tutti d’accordo. Molto meno sul modo di esprimerla. «È la pagina più nera del consiglio regionale - l’attacco del segretario lombardo dei Ds Luciano Pizzetti -. Una maggioranza priva di dignità usa la questione del Papa in una meschina diatriba politichese. Bisogna lavorare, come stanno facendo il cardinale segretario di Stato Bertone e i nunzi apostolici di tutto il mondo, per il dialogo interreligioso e non mettere pallettoni nel fucile». Il capogruppo della Margherita Guido Galperti parla di un «atteggiamento corsaro del centrodestra che ha impedito persino che sulla solidarietà alla Santa Sede si potesse raggiungere l’unità». Per An l’assessore Massimo Corsaro, autore della mozione, replica che da parte del suo gruppo «non c’è stata alcuna volontà di rottura». «Sono scappati - attacca - di fronte ai motivi di solidarietà verso il Papa e lo hanno fatto anche quelli che a ogni singolo appuntamento elettorale vanno a cercare voti. Non ci possono essere fraintendimenti fra chi è attaccato e chi attacca. La nostra posizione fra il Papa e chi lo ha preso di mira è indubitabile».