Voto di scambio, ora a Biella scatta l’inchiesta della procura

Il sindaco Pd avrebbe dato un posto pubblico a un camionista per l’aiuto durante le elezioni

da Milano

Agosto 2004. Vittorio Barazzotto, Margherita, è da poche settimane il sindaco di Biella. Nel suo ufficio si presenta un camionista, Roberto Ippolito, che aveva parlato con Barazzotto nei giorni delicatissimi del ballottaggio elettorale, vinto al fotofinish dal candidato del centrosinistra. Barazzotto aveva trovato un lavoro, in un ente pubblico, a Ippolito, ma lui si è fatto licenziare. E ora torna, munito segretamente di registratore, a reclamare un aiuto: «Non potete abbandonarmi - afferma Ippolito - dopo quello che ho fatto per lei». «No - è la replica del primo cittadino - io non l’ho abbandonato. Io, Ippolito, voglio essere chiaro: io le promesse le mantengo, perché sono un uomo d’onore».
Quali promesse? E che cosa avrebbe fatto Ippolito per il sindaco? Sono le domande che tutti si fanno a Biella da quando il Giornale ha pubblicato stralci di quei dialoghi rimasti in un cassetto per tre anni e mezzo. Ora il centrodestra ipotizza una sorta di voto di scambio e chiede le dimissioni del primo cittadino, il centrosinistra se la prende col Giornale e denuncia un attacco «intimidatorio e vigliacco». La magistratura, invece, dopo la presentazione di un esposto da parte di Forza Italia, indaga.
Un fatto è certo: nessuno nega l’autenticità di quei nastri. Ippolito nell’estate 2004 parla col sindaco, assessori, funzionari della macchina comunale. Sbandiera il suo impegno nelle ore frenetiche delle elezioni, ricorda i voti messi a disposizione di Barazzotto, un pacchetto consistente e a suo dire decisivo nella mischia del ballottaggio, chiede disperato un aiuto, anche perché ha tre figli da mantenere e non sa come andare avanti.
Ippolito racconta la verità? Millanta? Parole e promesse che tornano anche nel colloquio col sindaco: «Però ho fatto tanto per metterla in questo posto». «L’ho scritto - risponde il sindaco - ho scritto finora, all’amico, all’amico che ho». Insomma, Barazzotto non butta fuori Ippolito, cui già aveva trovato una sistemazione alla Seab (società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti). «Lei - dice il primo cittadino - è l’unica persona di quelle che ha collaborato che ha trovato lavoro in questi giorni. Io - insiste Barazzotto - ho gente che ha piazzato dieci volte più di lei che è fuori che sta facendo la fame. Sono chiaro, signor Ippolito?». «Che gli ha fatto la sua campagna elettorale come me?», chiede lui. «Altroché - puntualizza il sindaco - ha lavorato gratis per 3 mesi. Chiaro? E non l’ho ancora presa qui dentro, perché non so come prenderla. Chiaro?».
Poi Barazzotto si cautela: «Come è cambiato il quadro, solo che cambiando il quadro il destino, non voglio né ricatti e né...». «Ma nessuno la ricatta proprio», risponde Ippolito mentre il nastro scorre. Barazzotto non ne può più: «Se risolviamo ancora questa, dopodiché io le giuro che con me è chiuso. Io telefono ancora lì, dopodiché... dopodiché non risponde per me. ... le ripeto...non voglio fare il papà perché mi viene male».
Ippolito viene finalmente indirizzato al Cordar, il consorzio che si occupa delle acque. Il camionista insiste col suo linguaggio colorito, a tratti maccheronico: «Gente malvagia... m’han detto che lei ha ritirato delle bollette in cambio dei voti... Per quello io le dicevo gentilmente se poteva aiutarmi almeno con le bollette».
Barazzotto s’indigna. A scorrere i rendiconti si scopre però un dato interessante: curiosamente il 14 giugno 2004, ovvero il lunedì successivo al primo turno delle elezioni comunali, i servizi sociali del comune di Biella, amministrato dal centrosinistra, stanziano 22.066 euro per interventi urgenti. Addirittura 15.630 euro alla voce assistenza economica smaltimento rifiuti. Cifre importanti per una città piccola: un terzo del totale speso nel 2004, pari a 60.702 euro. Più di ventimila euro, insomma, in un giorno solo, quello in cui la giunta scopriva che, contro tutte le funeste previsioni, i giochi non erano ancora fatti. Solo una coincidenza?