Il voto alla serata

Un giudizio complessivo sulla seconda serata del Festival di Sanremo

La giuria: 5
Che strana, bollente giuria quella dell'Ariston. Ogni volta che Bonolis la nomina, con immediata inquadratura, gran parte dei giurati scattano in piedi, colti da irrefrenabile e soprattutto inspiegabile entusiasmo. Scena che si ripete alla fine delle esibizioni più gradite. Purché siano presenti le telecamere. Ai grandi Festival del cinema non succede mai. Probabilmente perché a metà film tutti dormono.

Aldo, Giovanni e Giacomo: 2
Ma chi avrà sceneggiato le agghiaccianti scenette promozionali di Aldo, Giovanni e Giacomo? Nei panni di tre imbranati paparazzi si preparano ogni sera a fotografare un misterioso superospite alloggiato in un grande albergo. Martedì Aldo si era travestito da cameriera, ieri era una porzione di uova strapazzate. Puntuale la cacciata. Speriamo che almeno stasera li fermino all'ingresso dell'hotel.

Luca Laurenti: 5
Quando Bonolis entra in contatto con Laurenti si torna per incanto ai tempi di «Ciao Darwin». Ovvero alla goliardia pura. Ieri Laurenti ha raccontato un sogno: cercavo di entrare in una porta, che nonostante tutti i miei sforzi non si apriva. E cosa c'era scritto sulla targa? Gli ha chiesto la temporanea spalla. «Tirare» gli ha risposto il De Rege numero uno. Ridateci Walter Chiari e Carlo Campanini.

Nir Lavi: 1
Nir Lavi è conosciuto in tutto il mondo come il modello dagli occhi che parlano, spiega Bonolis a compar Laurenti. Introducendo il secondo manichino maschile del Festival. Un tizio con pizzetto alla Aramis che ha l'espressività di un baccalà mantecato. L'ospite biascica un paio di parole in inglese, ridacchia senza capire gli ammiccamenti dei due amiconi e scompare. Avrà gli occhi parlanti, ma il meglio lo dà quando tace.