UN VOTO SPECIALE

Tutto questo prescinde dalla grande stima che abbiamo per Alessandro Repetto, pur nella diversità di posizioni, e dalla grandissima stima che che abbiamo per Renata Oliveri. Tutto questo prescinde addirittura dal ballottaggio di domenica e lunedì e persino dalla Provincia di Genova. Tutto questo prescinde anche dalla giunta Vincenzi in Comune, infarcita di segretari e di funzionari di partito che sembra essere molto più «vecchia stagione» di quanto lo sia la stessa Marta. E tutto questo prescinde persino dalla scandalosa esclusione, almeno per ora, dalle giunte di alcuni dei migliori assessori uscenti del centrosinistra. Faccio un nome: Giorgio Guerello. Oppure, Renata Briano. Ha retto bene il suo delicatissimo settore nello scorso mandato; è una persona con cui si può non concordare, ma è educata e onesta; è stata la più votata nelle liste di Rifondazione in Comune, in cui era inserita in quota «Unione a sinistra», il partito del presidente del Consiglio regionale Mino Ronzitti. Eppure, nonostante tutto questo, la Briano non è assessore comunale e si vocifera addirittura che possa non esserlo in caso di vittoria di Repetto in Provincia. Sarebbe questa la «valorizzazione dei talenti»? Sarebbe questo il «buongoverno dell’Unione»? Ma via.
Ma, per l’appunto, persino al di là di tutto questo, c’è un motivo in più per andare a votare domenica e lunedì. E votare per la Casa delle libertà. Perchè i genovesi hanno la grandissima fortuna di essere i primi (e fra i pochi elettori) che potranno dare un giudizio nell’urna sul caso Visco-Speciale. Su un governo che rimuove un comandante che ha denunciato il fatto che gli volessero far trasferire ufficiali che indagavano su questioni delicate e che riguardavano anche il caso Ds-Unipol. Su una maggioranza che, in qualche modo, e probabilmente in seguito alla stessa vicenda, riesce a far rimuovere un direttore dell’Ansa come Pierluigi Magnaschi. Ottimo giornalista, brava persona e onesto intellettualmente. Cioè quanto di meglio ci sia. Loro no, lo fanno fuori.
Pensate se tutto questo fosse successo con il governo Berlusconi. Avremmo la gente in piazza, i cassonetti ribaltati, Enzo Biagi in televisione a denunciare l’«emergenza democratica» e la Rai a rilanciare a reti unificate l’«inaudita gravità» con tutti gli indignati speciali schierati. Invece, sarebbe rimasto nascosto se non fosse stato per il coraggio e la cocciutaggine di noi del Giornale e, soprattutto, di Maurizio Belpietro.
Insomma, si vota anche contro questa cosa. Su cui il centrosinistra ligure ha messo una cortina di silenzio. Fatta eccezione per Egidio Pedrini, deputato dell’Italia dei valori che, dal primo al 5 giugno, è già intervenuto nove volte su questa vicenda. E sempre a difesa della verità dei fatti, mai del suo schieramento. Amicus Plato, sed magis amica veritas. Pedrini è dei nostri. Comunque voterà domenica.