Un voto sulle origini della vita e i limiti della scienza

Ecco le norme su cellule ed embrioni che potrebbero cambiare

A Per cosa si vota il 12 e 13 giugno?
Si vota il referendum per l’abrogazione di alcuni commi di alcuni articoli della legge n.40 sulla procreazione medicalmente assistita, approvata il 19 febbraio 2004.
La legge ha regolato i metodi di accesso e di fruizione della fecondazione assistita: prima della legge, tutte le decisioni che riguardavano la procreazione assistita erano rimesse alla deontologia dei medici, ma non esisteva una regolamentazione giuridica.
B Cos’è la procreazione assistita?
Con i termini «fecondazione», «riproduzione», «procreazione», accompagnati dall’aggettivo «assistita» o «artificiale», si intendono tecniche mediche che consentono di avere un bambino senza un rapporto sessuale. Esistono diverse tecniche ma, in sostanza, si tratta di impiantare nell’utero della donna gameti (ovociti e spermatozoi) oppure di impiantare un embrione dopo la fecondazione in vitro tra ovocita e spermatozoo. L’embrione è lo stadio di sviluppo dell’essere umano tra la fecondazione e il terzo mese di gravidanza.
C Che cosa prevede la legge?
La legge stabilisce che il ricorso a tecniche di fecondazione assistita è consentito solo in caso di sterilità medicalmente accertata e solo a coppie in età fertile, maggiorenni e composte da uomo-donna. La legge vieta la fecondazione eterologa, cioè non si possono utilizzare gameti maschili e femminili di donatori estranei alla coppia che vuole avere il bambino. La legge stabilisce:
-che l’embrione ha gli stessi diritti degli esseri umani già nati;
-che i figli nati tramite fecondazione assistita sono figli legittimi o riconosciuti della coppia;
-limita il numero di embrioni che possono essere prodotti artificialmente e vieta la sperimentazione e la clonazione degli embrioni stessi;
-vieta la crioconservazione, salvo alcuni casi. (La crioconservazione è il congelamento in azoto liquido degli embrioni e serve a conservarli per utilizzarli per futuri impianti o per la sperimentazione);
-consente la ricerca sugli embrioni solo se serve a tutelare la salute e lo sviluppo dell’embrione.
D Da chi è stato promosso il referendum e a che cosa punta?
Il referendum è stato promosso dai Radicali, dai Democratici di sinistra, dai Socialisti democratici italiani (Sdi), dai Verdi, da Rifondazione comunista, da Italia dei valori, dal Partito dei comunisti italiani, e da una parte della Margherita. I promotori del referendum non chiedono l’abrogazione totale della legge ma la modifica di alcune parti della legge 40. Il referendum è composto da 4 quesiti riguardanti:
-il limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni;
-le norme sui limiti di accesso alla fecondazione assistita;
-le norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti di accesso;
-il divieto di fecondazione eterologa.
E Che cosa dice il Quesito n. 1 relativo alla libertà di ricerca scientifica
Alcuni articoli della legge 40 vietano ai ricercatori di utilizzare per la ricerca le cellule staminali estratte da embrioni. (Le cellule staminali embrionali sono cellule prelevate dagli embrioni al 5°-6° giorno di sviluppo, e servono a produrre altre cellule che possono anche essere utilizzate a scopo terapeutico. Il prelievo dall’embrione comporta inevitabilmente la morte dell’embrione stesso).
F Cosa pensa la comunità scientifica sul 1° quesito
La legge divide anche la comunità scientifica. Un centinaio di scienziati, riunitisi nel «Comitato Ricerca e Salute» ha firmato un manifesto per difendere il Sì ai 4 quesiti referendari: tra i sostenitori anche Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi e Renato Dulbecco. Contro il referendum invece molti scienziati cattolici, riuniti nel «Comitato Scienza e Vita».
Sul primo quesito, gli scienziati per il Sì ritengono che vietare la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali significa sbarrare la strada al progresso, condannando l’Italia all’emarginazione scientifica. La ricerca sugli embrioni potrebbe contribuire in modo decisivo alla scoperta di nuove terapie a malattie terribili come Alzheimer, Parkinson e cancro.
Gli scienziati che difendono la legge affermano che la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali non è l’unica strada per curare quelle malattie, e che la ricerca sulle cellule staminali adulte sta dando buoni risultati contro le malattie degenerative. Inoltre essi sostengono che sono in corso studi per trattare le cellule adulte tanto da renderle uguali a quelle embrionali evitando quindi di produrre nuovi embrioni destinati solo alla sperimentazione.
G È possibile la manipolazione genetica?
La legge prevede la produzione di embrioni solo per la procreazione, per evitare che vengano prodotti più embrioni del necessario da utilizzare per altri scopi, e limita a 3 il numero di embrioni producibili, da impiantare tutti in una volta nell’utero. In questo modo si evita di creare «riserve» di embrioni che, per poter essere utilizzati, dovrebbero necessariamente essere congelati. La crioconservazione è consentita solo quando con il trasferimento degli embrioni nell’utero sopraggiungono problemi di salute della donna che non erano prevedibili. La sperimentazione è consentita solo per garantire la salute e lo sviluppo dell’embrione e non per fini di ricerca, di selezione o di clonazione degli embrioni. (La clonazione è la riproduzione senza fecondazione, naturale o artificiale, di individui che hanno identico patrimonio genetico).
H Che cosa accade se vince il Sì?
Se vince il Sì, sarà possibile produrre più embrioni di quelli necessari alla fecondazione: gli embrioni in eccesso potrebbero essere congelati o utilizzati per la ricerca scientifica o a fini terapeutici in malattie genetiche come cancro, sclerosi, Alzheimer, Parkinson e diabete. È esclusa in ogni caso la ricerca sulle cellule staminali per la clonazione di esseri umani o per selezionare gli embrioni (per avere «figli su misura»), poiché la comunità scientifica prevede esplicitamente che ogni intervento sul genoma umano serva solo a correggere gravi patologie. (Il genoma è l’insieme di geni contenuti in una cellula, i quali contengono le informazioni genetiche dell’essere umano). La legge tende a tutelare l’embrione perché la crioconservazione e la sperimentazione significano la morte dell’embrione; inoltre, si vuole evitare il rischio di clonazione umana e di selezione dei figli. Per i sostenitori del referendum, invece, la sperimentazione sull’embrione permetterebbe di curare molte malattie e di cercare rimedi per malattie per cui non esistono cure. In ogni caso, neanche i sostenitori del Sì vogliono la clonazione umana.
I Che cos’è il quorum per la validità del referendum?
La legge prevede che un referendum abrogativo di una legge o di parte di una legge è valido quando a votare si reca la metà più uno degli aventi diritto (quorum). In tale caso, se prevale il Sì, quella legge o parte di essa viene abrogata e la materia torna sotto la disciplina giuridica antecedente; se prevale il No, resta in vigore la legge o la parte di legge sottoposta a referendum abrogativo.
J L’astensione, cioè la decisione di non andare a votare, è una scelta valida quanto la partecipazione al voto?
Se il legislatore avesse voluto accertare sempre e comunque la volontà di una maggioranza di elettori, non avrebbe posto la condizione del raggiungimento del quorum. In tale caso, anche una parte minima di cittadini, recandosi a votare, avrebbe deciso per l’abrogazione o no. Invece il legislatore ha previsto una terza opzione: quella che la maggioranza degli elettori, non recandosi a votare, volesse dimostrare, con questo comportamento, che l’iniziativa referendaria in sé era minoritaria (bastano infatti 500mila firme per attivare il meccanismo referendario). In altre parole, la maggioranza dei cittadini, facendo mancare il quorum, può dimostrare sia la sua adesione al mantenimento della legge, sia la sua ostilità al tentativo di abrogarla. Questo indipendentemente dal fatto che l’oggetto del referendum investa più o meno una «questione di coscienza».