Il voto tedesco e la Fed condizionano l’euro

Una «Grosse Koalition» avrebbe conseguenze negative sulla moneta europea. E domani i tassi Usa potrebbero essere rialzati

da Milano

L’esito delle elezioni tedesche da una parte, le decisioni della Federal Reserve dall’altra. La settimana si apre tra due fuochi per l’euro, appesantito negli ultimi giorni dall’incertezza legata al testa a testa che ha contraddistinto la campagna elettorale tra il cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder e la sfidante, la cristiano-democratica Angela Merkel e dalla prospettiva di un ennesimo rialzo dei tassi americani.
La prima partita per la moneta unica si gioca dunque in casa. Se i risultati delle elezioni tedesche portassero alla costituzione della cosiddetta «Grosse Koalition» (grande coalizione) fra i crisiano-democratici della Cdu/Csu e i socialdemocratici della Spd, la Germania correrebbe il rischio di cadere in una fase di stallo, in cui l’azione di governo diventerebbe sempre più difficile.
Una vittoria «debole» della Cdu di Angela Merkel, e tale sembra essere, allontanerebbe infatti i progetti di riforma del welfare al centro del programma della candidata del centrodestra, mentre la contemporanea uscita di scena di Schröder potrebbe portare all’abbandono del pacchetto di riforme avviate dal cancelliere. L’euro, che già nei giorni scorsi ha risentito fortemente delle incertezze sul test elettorale, potrebbe quindi accusare qualche contraccolpo.
Il secondo fronte per la moneta europea è invece tutto americano. Nella prossima riunione di domani, la Federal Reserve dovrebbe infatti, ancora una volta, alzare i tassi americani di un quarto di punto portandoli al 3,75%. Una mossa attesa dalla stragrande maggioranza degli analisti, secondo cui la Fed non avrebbe intenzione di modificare la sua strategia monetaria neanche alla luce delle devastazioni, anche economiche, dell’uragano Katrina.
A impensierire maggiormente la Federal Reserve è infatti la possibilità di un prossimo rialzo dell’inflazione americana. Al punto che domani, con ogni probabilità, il Federal Open Market Committee della Fed opterà per l’undicesimo rialzo consecutivo dei tassi, a un 3,75% sempre più lontano dal 2% europeo e sempre più attraente per gli investitori stranieri. Il risultato per l’euro sarebbe quindi un’ulteriore perdita di valore rispetto al dollaro che, dopo i passi falsi dovuti all’impatto di Katrina, ha già recuperato terreno.
Nel corso della settimana la moneta americana ha guadagnato l’1,4% sull'euro (le quotazioni di venerdì oscillavano su quota 1,22 sul dollaro) e l’1,5% sullo yen. Durante il passaggio di Katrina sul Golfo del Messico e su New Orleans, il dollaro aveva perso circa il 2% del suo valore.