Vucinic ancora gol. Fa il Totti e regala il derby alla Roma

Non basta una bella Lazio, in vantaggio con Rocchi, a fermare i ragazzi di Spalletti trascinati dal montenegrino (terza rete pesante)

Roma - Un bel derby della capitale, che fa dimenticare alcune ultime puntate deludenti. Pronostico della vigilia confermato (cosa che difficilmente avviene nella stracittadina in riva al Tevere), ma la partita - come dimostrano i cinque gol - è a tratti più equilibrata di quanto non reciti la differenza di classifica e di tecnica. Nella notte di Halloween, la Lazio è intenzionata a fare uno scherzetto ai “cugini”: segna per prima, nel quarto d’ora iniziale e in quello centrale del secondo tempo gioca con grande piglio, regalando il carattere e l’orgoglio che sono nel suo Dna. Lazio dunque da applausi e meno apatica di quanto visto domenica. La Roma soffre a tratti, ma alla fine fa valere il suo gioco più brioso e la sua manovra molto più rapida. E anche Totti, seduto in tribuna con il piede destro infortunato, dice di essersi divertito. Visto il momento felice di Vucinic, il capitano può pensare di guarire con calma, ma nella serata più attesa dalla sponda giallorossa della città rispunta anche Mancini, che fra pochi giorni dovrà decidere se rinnovare il contratto e aveva bisogno di una prova positiva.

Panucci torna titolare, indossando la fascia di capitano in assenza di Totti ed è l’unica novità rispetto all’undici vittorioso a Milano. Delio Rossi ritrova Ledesma (recupero record il suo, 23 giorni dopo l’intervento al menisco, un po’ come Baresi al mondiale ’94) e propone una squadra zeppa di mediani con un’interessante variante tattica: Pandev e Mutarelli giocano in pratica da trequartisti dietro Rocchi, mentre Manfredini fa l’esterno sinistro nella linea a tre di centrocampo. La Lazio entra subito nel clima derby, mostrando l’approccio giusto a differenza degli avversari. Quindici minuti splendidi per la squadra biancoceleste, culminati con il gol di Rocchi. L’attaccante veneto sfrutta l’ottimo assist di Pandev e l’esitazione di Mexes e torna a segnare dopo oltre un mese (ultima volta con il Cagliari all’Olimpico il 26 settembre). Il gioco della Lazio è sempre pimpante, almeno dalla cintola in su, finchè la palla passa dalle parti di Ledesma, elemento insostituibile nello scacchiere di Rossi. Pandev è inarrestabile e un paio di progressioni spaventano i giallorossi. Ma se la Lazio impiega un numero considerevole di passaggi per arrivare in porta, la velocità di esecuzione della Roma è impressionante.

Ed è questo il motivo per il quale la partita gira a favore dell’undici di Spalletti. Lo dimostrano le azioni dei gol di Vucinic e Mancini: entrambi avevano sbagliato un’occasione clamorosa (bravo Ballotta con due chiusure sul montenegrino, sballato il diagonale del brasiliano), ma si fanno perdonare. Vucinic segna per la terza volta consecutiva in tre partite e sono tutti gol pesanti, confermandosi finalmente un vice-Totti di qualità. Ma aprendo anche la possibilità futura di un impiego contemporaneo dei due. Mancini confeziona l’assist per il compagno e poi trova il varco importante in una difesa che si apre come il Mar Rosso. Il sigillo dell’esterno di Belo Horizonte è più un regalo dell’incerta retroguardia laziale, come dimostra l’arrabbiatura di Ballotta («eravamo in quattro contro due», urla ai suoi compagni).

Il tasso tecnico superiore emerge nella ripresa. Manfredini cede a un infortunio muscolare e il Meghni che entra al suo posto è, tanto per restare in tema Halloween, un fantasma. E quando Perrotta segna di testa approfittando di una nuova amnesia difensiva laziale, la partita sembra chiusa. La Roma si rilassa un po’, la Lazio prova a crederci di nuovo anche se non sembra avere le armi per rientrare nel match. Tranne Ledesma che si toglie un’altra soddisfazione infilando il pallone sotto la traversa su punizione. A quel punto la differenza la fanno i ricambi, la Roma che conduce in porto il derby mentre il patron laziale Lotito abbandona mestamente la tribuna con qualche minuto d’anticipo.