Vulcano, miti e leggende di une delle sette isole capitali

Vulcano e Vulcanesimo. La mitologia greca aveva creato intorno a questa Terra del Fuoco, una leggenda fatta di eruzioni e gas solidi che aveva come protagonista Efesto il fabbro divino, ovvero il successivo Dio Vulcano dei Roman, figlio di Era e di Giove. Sposo geloso di Afrodite (Venere), Vulcano venne spedito sotto terra dall'ira di Zeus che nel gettarlo dall'Olimpo lo rese zoppo a seguito della caduta. Lavorando con il fuoco, egli utilizzava tutti gli elementi della materia terreste. L'officina era il cratere stesso del vulcano, un cratere dove i fumi di zolfo soffocavano il respiro e offuscavano la vista e che solo i divini erano in grado di superare. Lo zolfo, di cui è piena l'isola di Vulcano, si presenta sottoforma di cristalli, con il suo tipico colore giallo vivo e a forma di prisma o piramide.Ed è proprio qui che la sabbia si fa più scura e il ribollire delle acque crea benessere.

Non è un caso che Luigi Polito, già titolare di un altro albergo a Ischia in stile meno moresco e greco, ha voluto qui realizzare la sua seconda creatura affidandola a bravi architetti che tra minimalismo e arredi eleganti fanno del luogo un posto magico per posizione (il tramonto lo vedi ovunque, dal parco, dalle terrazze, dal mare, dai ristoranti, dai saloni, dalla hall e persino scendendo alla beauty farm). L''idea di chiamarlo Therasia (terra del fuoco) è stata proprio sua, ed è azzeccatissima: la sera il sole arancione si adagia quieto sulle acque davanti all'albergo frequentato da industriali, politici, giornalisti, scrittori, musicisti. E anche se i tempi sono cambiati le Eolie continuano a piacere e a suggerire fantasie culturali.

Non dimentichiamoci che qui nel 1949 Rossellini girò Stromboli con Ingrid Bergman e Marco Vitali (tutte le isole a pezzi vennero riprese), mentre la Magnani, appena abbandonata da Rossellini per la Bergman, girò con Rossano Brazzi Vulcano interamente sull'isola, e nello stesso anno : I due film uscirono insieme tant'è che la vicenda venne soprannominata "la guerra dei due vulcani". , Michelangelo Antonioni , 11 anni dopo, nel 1960, iniziò le riprese di L'avventura, con Monica Vitti, Lea Massari e Gabriele Ferzetti. L'isola di Vulcano, soprannominata "la sacra, la calda", oggi ha 715 abitanti ed è circa a 20 km dal golfo di Patti.

Ci vogliono 40 minuti di aliscafo per raggiungerla dalla Sicilia, da Milazzo, mentre da barche da altura scendono dal presidente Napolitano, a Massimo D'Alema, da Valentino, aDolce e Gabbana. Mike Buongiorno aveva qui una villa (venduta da poco), sull'isola soggiornavar Mina (che a quanto pare scappò dopo una lite), adesso puoi trovare l'allegra brigata di Striscia la Notizia, da Antonio Ricci a Mingo, da Beccati a Moreno Morello. Giovanna Taliani ha girato un'interessante lungometraggio, applauditissimo a l'anno scorso al Festival del Cinema di Venezia, dal titolo "Fughe e approdo" dove si vede bene la strada che va a Gelso a partire da Piano, divenuta la Strada Reale di Ferdinando di Borbone, che amava farsi portare a Gelso per ammirare l'incantevole panorama delle Eolie. Nel 1400 circolava una leggenda che teneva lontane le navi dall'isola: si palrava di una croce ch,e faceva disormeggiare e affondare le navi...

Rimangono 7 isole di inestimabile bellezza, ancora poco contaminate, a sole 20 miglia dalla costa siciliana dove l'Etna sta eruttando in contemporanea con il Vesuvio. Divinità in lotta o temibili realtà dello spostamento della nostra crosta terrestre? Il terremoto dello scorso anno che ha visto correre subito, perchè fortunatamente già in loco, anche Bertolaso, non ha comunque fatto scappare i turisti: si può dire che quest'anno siano raddoppiati, eppure di grande mondanità fatta di locali alla moda non ce n'è.

C'è quel tanto che basta che ti fa stare bene tra sabbie finissime, alcune nere, altre chiare per la pietra pomice, altre che si sposano con le acque cristalline e calde curative per reumatismi e per la pelle. Ci sono 140 posti nella Baia di Levante, ma soggiornare a Punta Vulcanella ti fa assaporare la veracità dell'isola e in compagnia dei suoi abitanti ti senti quasi un figlio adottivo di Vulcano, perchè il carattere dei locali è dolce, amabile se poi si unisce a quello dei siciliani e dei napoletani che qui sono di casa.Per andare a Salina da Vulcano, si passa in barca dai Faraglioni davanti a Lipari: qui Massimo Troisi girò "Il postino", un omaggio a Neruda con la Cucinotta come coprotagonista.

Qui e a Lipari si può assaggiare la famosa granita fatta di frutti tipici locali o quella di fichi, e tra i tanti souvenir acquistare vasetti di capperi e peperoncino fresco. Prima del rietro vale la pena passare anche da Filicudi per fare sosta al largo di Pecarini, un caratteristico porto di pesca . Poi di nuovo a mare per visitare le "Grotte del cavallo" e per tuffarsi nella "Piscina di Venere", tutte cose che lasciano uno ricordo nel fisico, nel cuore e nell'anima per almeno un anno intero, in attesa di ritornarci per scoprire nuove e antiche realtà.