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Alla Solvay il «pass» agli autisti dato con l’esame dell’iride

Daniela Uva

«La sicurezza viene prima di tutto. Tecnologia e innovazione possono dare un grande contributo alla salvaguardia di salute e ambiente». Parola di Antonio Giustino, amministratore delegato di Sis Italia, che si occupa di servizi informatici per il gruppo Solvay. Questo imperativo si traduce in sistemi di controllo innovativi, introdotti all'interno di alcuni stabilimenti per tutelare prodotti, dipendenti e consumatori finali. Il più avveniristico è denominato «Simba» e permette la scansione dell'iride dei camionisti prima del loro ingresso nell'azienda. Ma non è tutto. Grazie alla ricerca è stato messo a punto un sistema in grado di controllare i movimenti sismici nella zona di estrazione del salgemma da una distanza di 600 chilometri. Un terzo progetto permette di trasmettere sul telefono cellulare di tutti gli interessati i dati relativi al cattivo funzionamento di un’area dello stabilimento. Infine «Medexis» è la grande banca dati che conserva tutte le informazioni su malattie e infortuni dei dipendenti, e contribuisce a migliorare gli interventi per salvaguardare la loro salute. «Il nostro obiettivo - conferma Giustino - è preservare la salute dei dipendenti, tutelare gli impianti industriali e garantire i destinatari dei prodotti. Inoltre, vogliamo migliorare la logistica all'interno dell'azienda». Proprio a questo scopo è stato sviluppato il progetto «Simba». La scansione biometrica dell’iride, infatti, non soltanto garantisce che all’interno dello stabilimento entri solo personale autorizzato, ma permette di evitare ai camionisti lunghe attese (...)