Vuoi fare il premier? Al voto con un videogioco

Prova a cimentarti nel difficile compito di governare il Paese. Un modo divertente per capire come orientarsi in vista delle prossime elezioni politiche

Milano - I sondaggi dicono che molti italiani non hanno ancora deciso per chi votare il 13 e 14 aprile. E se a decidere alla fine fosse un gioco? Non i dadi, ovviamente, ma un gioco al computer che simula le problematiche che ognuno di noi si trova davanti quotidianamente (dalla sicurezza ai trasporti, solo per citarne alcuni) e impone delle scelte. Una vera e propria simulazione politica in cui chi gioca è chiamato a decidere, e ogni scelta comporta dei costi e dei benefici in termini di gradimento da parte dei cittadini. L’obiettivo del gioco è quello di aiutare gli indecisi, coloro che non sanno ancora che posizione prendere e passano le giornate a lamentarsi dei problemi.

In rete si trovano diversi siti che aiutano le persone a capire da che parte stanno, a quali partiti sono più vicini. Su chivuolesserepresidente.it c’è qualcosa di più. Ogni scelta comporta delle conseguenze. Per questo il gioco è interattivo. Avendo di fronte i problemi dei cittadini, la risposta spontanea sarebbe quella di risolverli tutti uno ad uno. Ma la bacchetta magica (risorse illimitate) purtroppo non ce l’ha nessuno. Quindi ci si deve giostrare amministrando i fondi a disposizione, risolvendo quanti più problemi possibile in un continuo gioco d’equilibrio tra i conti da tenere in pari e il gradimento dei cittadini da non far scendere sotto terra.

Giochi simili erano già circolati negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali. Ovviamente dietro c’è anche un messaggio politico, ma questo ognuno lo capirà per conto suo e sarà libero di condividerlo o meno. La cosa più divertente è cimentarsi nel ruolo del presidente. Così come, una volta, ci si divertiva a fare il sindaco giocando a "Sim City" (gioco che, peraltro, esiste ancora). Un modo come un altro per capire che la politica è tutt’altro che facile. Entrare nella “stanza dei bottoni” di un Paese, infatti, comporta soddisfazioni ma anche un continuo e difficile lavoro. Perché governare non vuol dire solo fare promesse ma… realizzarle. Questo il gioco lo spiega sin troppo bene. Se il tuo “gradimento” finisce sotto zero e i conti sono in rosso c’è poco da fare. Devi lasciare il posto a qualcun altro. E per vincere di nuovo non puoi limitarti a fare nuove promesse.