«Vuoi giocare il mondiale con l’Algeria? Mandami una mail»

Un autentico terremoto si sta abbattendo sulle panchine delle nazionali africane che prenderanno parte alla Coppa del Mondo. A quattro mesi dal fischio d'inizio nessuno dei cinque tecnici delle rappresentative del continente nero ha la garanzia di trovarsi in plancia di comando a giugno. Anzi, in realtà due sono già saltati come bussolotti. La Nigeria, che ha dato il benservito a Shaibu Amodu e che sognava l'olandese Guus Hiddink e l'egiziano Hassan Shehata, ora sembra puntare con decisione su Giovanni Trapattoni. La notizia è stata confermata da Domenico Ricci, agente italiano che lavora sulla rotta Bruxelles-Africa Nera. Alla stampa di Lagos Ricci ha spiegato che «Trapattoni si sente onorato, ma ovviamente attende di valutare una proposta ufficiale. L'Irlanda potrebbe liberarlo solo nel caso in cui arrivasse un'offerta entro il 3 marzo».
Il serbo Vahid Halilhodzic è stato sospeso dalla Costa d'Avorio per gli scarsi risultati ottenuti in Coppa d'Africa. Il transalpino Philippe Troussier e l'ex milanista Eric Gerets sono gli indiziati della federazione di Abidjan. A proposito di francesi, Paul Le Guen sta iniziando a tremare: il suo Camerun ha deluso in Angola e le possibilità che venga rimpiazzato dal totem dei Leoni Indomabili Thomas N'Kono sono tutt'altro che remote.
Singolare invece ciò che sta accadendo in Algeria, dove Rabah Saadane ha ricevuto uno strano ultimatum della federazione. Il tecnico de Les Fennecs è stato invitato a trovare giocatori dai piedi buoni in Europa, figli o nipoti di immigrati disposti a vestire la casacca biancoverde, per allontanare lo spettro del licenziamento. Saadane ha architettato un singolare stratagemma per salvare il posto di lavoro facendo trasmettere da alcuni portali sportivi su internet una sorta di annuncio pubblicitario che recita più o meno così: «Vorresti giocare il mondiale con l'Algeria? Contattami». Qualcuno a dire il vero si è già fatto vivo, come Karim Benyamina, centravanti nativo di Dresda e in forza all'Union Berlino, il trequartista del Grenoble Sofiane Feghouli, originario di Nantes e recentemente accostato all'Inter e l'attaccante Karim Soltani, nato a Brest e impegnato in Olanda con il Den Haag.
Neppure il serbo Miroslav Rajevac, ct del Ghana finalista in Coppa d'Africa, trascorre giorni sereni. La scorsa settimana si era sfogato con la stampa del suo paese rivelando di aver ricevuto pressioni dall'alto sulla formazione da mandare in campo in Angola. La notizia è arrivata ad Accra e non ha entusiasmato i vertici della federcalcio che potrebbero dargli il benservito per affidare la panchina al tandem formato da Sellas Tetteh, fresco vincitore del mondiale Under 20, e dall'ex «italiano» Mohammed Gargo, due classiche teste di legno che verrebbero manovrate dall'alto. Rajevac non rimarrebbe comunque disoccupato, il suo futuro è legato a una panchina degli Emirati Arabi.
L'unico a dormire serenamente tra due guanciali è il brasiliano Carlos Alberto Parreira, allenatore dei padroni di casa del Sud Africa. Il ministero dello Sport l'ha blindato con un contratto da 140mila dollari al mese, scatenando però la collera dei tecnici locali tra i quali l'ex laziale Mark Fish, che sogna di soffiargli il posto dopo la Coppa del Mondo.