Vuoi girare un film di successo? Il segreto è ispirarsi a un libro

Una pellicola su cinque in programmazione nelle sale italiane è tratto da un romanzo. E nella «top ten» degli ultimi tre anni i film ispirati a libri sono quelli che vanno meglio al botteghino, da «Il Codice da Vinci» a «Il diavolo veste Prada», da «Harry Potter» a «Gomorra»

La ricetta per un film di successo? Semplice: partire da un libro. È quanto emerge dall'indagine realizzata dall'Aie - l'Associazione italiana editori - presentata a «Più libri più liberi», la Fiera nazionale della piccola e media editoria conclusasi ieri a Roma. L'indagine è stata realizzata incrociando i dati del nuovo Dizionario del cinema «Il Morandini» relativi a tutti i film tratti da libri usciti ogni anno nelle sale italiane e i dati sugli incassi e le presenze Cinetel forniti dall'Anica. Bene. Il risultato è che un film su cinque (il 18% per la precisione) di quelli nelle sale italiane è tratto da un libro. In termini assoluti, negli anni 2005-2009 i film tratti da libri sono aumentati del 21,5% rispetto ai cinque anni precedenti, raggiungendo la quota di 317 pellicole totali. In particolare, i film tratti da libri fra il 2005 e il 2008 sono in totale 275: di questi, 199 sono stati pubblicati in Italia. Non solo. Tra i film tratti da libri uno su 3 (il 29,5%) nasce da un libro italiano.
Altra considerazione interessante. I primi dieci film tratti da libri tra il 2006 e il 2008 sono ben al di sopra della media per quanto riguarda gli incassi: tra questi «Il Codice da Vinci» e «Il diavolo veste Prada» nel 2006, «Shrek 3», «Harry Potter», «La ricerca della felicità» nel 2007, «Scusa ma ti chiamo amore», «Twilight» e «Gomorra» nel 2008. Se si osservano anche i film tratti dai libri nei Top 20 degli incassi al botteghino, si ha un aumento nel corso degli anni: nel 2006 nei Top 20 c'erano 3 film tratti da libri, nel 2007 il numero sale a 8, così come nel 2008, e per i primi 10 mesi del 2009 si è già a quota 6.
Una conferma ulteriore del fatto che spesso i film di successo sono tratti da libri, deriva dalle elaborazioni Aie su dati dell'«Osservatorio permanente contenuti digitali»: l'aver letto il libro è infatti al quinto posto tra i fattori che guidano gli spettatori alla scelta di un film da andare a vedere e, viceversa, l'aver visto il film è al terzo posto tra i fattori che determinano la scelta di un libro da leggere.