Vuoi intervistare Netanyahu? Togliti il reggiseno Tre giornaliste straniere spogliate: è polemica

L’incidente si è verificato alcuni giorni fa quando tre giornaliste straniere sono state costrette a togliere il reggiseno che sono poi stati esaminati, assieme ad altri effetti personali estratti dalle loro tasche, da una macchina a raggi X. Tutto ciò davanti a un gruppo di colleghi

Tel Aviv - A dispetto di ripetute promesse, corrispondenti della stampa estera sono stati di nuovo vittime di umilianti controlli da parte degli addetti alla sicurezza nell’ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu a Gerusalemme, tanto da indurre l’Associazione della Stampa Estera (Fpa) a minacciare per la prima volta il boicottaggio di eventi indetti nella sede del capo del governo. L’incidente in questione si è verificato alcuni giorni fa quando tre giornaliste straniere sono state costrette a togliere il reggiseno che sono poi stati esaminati, assieme ad altri effetti personali estratti dalle loro tasche, da una macchina a raggi X. Tutto ciò davanti a un gruppo di colleghi. "È stata una delle esperienze più umilianti della mia vita" ha detto una delle giornaliste, Sara Hussein dell’ agenzia France Presse, aggiungendo che nemmeno alla Casa Bianca e a Guantanamo aveva dovuto subire un simile trattamento da parte degli addetti alla sicurezza. L’ Fpa, in un comunicato, ha definito questo comportamento "inutile, umiliante e controproducente".

"Dopo ripetuti appelli e promesse dei responsabili della sicurezza - afferma l’ Fpa - sembra però che nell’ufficio del premier non si desideri porre fine a questo comportamento. L’ Fpa si consulterà con i suoi membri per valutare se la stampa estera debba cessare di coprire eventi nell’ ufficio del premier, visto che solo in queste occasioni si verificano incidenti di questo tipo". Il direttore dell’ Ufficio Stampa Governativo (Gpo), Oren Helman, si è scusato per l’ «umiliazione» inflitta alle giornaliste, ha definito "vergognoso" l’incidente e ha assicurato che "il governo farà di tutto perchè non si ripetano più gli incidenti denunciati". Dall’assassinio del premier Yitzhak Rabin nel 2005 per mano di un ultranazionalista ebreo, lo Shin-Bet, il servizio segreto di sicurezza ha adottato severissime misure, senza precedenti, per la protezione dei membri del governo