«Vuoi intervistare Tom? Fai il corso»

Per incontrare l’attore occorre sapere tutto su Scientology

Di solito prima di sottoporsi a un’intervista le star hollywoodiane fanno avere ai giornalisti i loro desiderata, un elenco di argomenti tabù: l’ex moglie o marito, i rapporti con i genitori, problemi di alcol, droga o altre dipendenze etc. Tom Cruise, da questo punto di vista, ha spesso fatto eccezione, acconsentendo anche alle domande più sgradite. Con un prezzo da pagare, per l’intervistatore: un tour guidato nel Celebrity Center della Scientology Church di Hollywood. Una proposta che non si può rifiutare, raccontava nel numero di maggio del mensile Ciak l’inviata a Hollywood Giulia D’Agnolo Vallan nel servizio dedicato a La guerra dei mondi. Un invito giunto dopo la conferma dell’intervista a Cruise, spiegava la giornalista: «Tom ci tiene molto. Le servirà per capirlo meglio». Un tour di cinque ore e mezza insieme ai distributori stranieri, con dettagliati video e grafici. Per Cruise, Scientology è quasi un’ossessione: nel marzo di un anno fa licenziò, dopo 14 anni di collaborazione, la sua addetta stampa Pat Kingsley, una delle più note esperte di comunicazione a Hollywood. Motivo del contendere: Cruise parlava sempre più spesso della contrastata setta, la portavoce gli consigliava di non farlo. E alla fine ha vinto Scientology e la Kingsley è stata sostituita da Lee Anne De Vett, sorella dell’attore. Inoltre nel 2001, trovandosi in Germania per promuovere Vanilla Sky, Cruise ne approfittò per sollecitare l’intervento dell’ambasciatore americano, chiamato a difendere i diritti degli adepti di Scientology. La Germania, infatti, si rifiuta di riconoscere Scientology come chiesa. Con una disposizione governativa del 1997, in molte regioni della Germania i fedeli di Scientology sono interdetti dalla pubblica amministrazione, non possono, cioè, lavorare negli uffici pubblici. Presa di posizione sgradita a molti ferventi - tra cui John Travolta e Mimi Rogers (prima moglie di Cruise).