An vuole gli zingari a numero chiuso

Non più di 600 nomadi a Genova. Visto che sono nomadi, non si fermino più di sei mesi. E se non mandano i figli a scuola vengano mandati via, così come se danneggiano i campi in cui vivono. È la proposta di legge regionale presentata ieri da Alleanza nazionale, che vuole stabilire regole precise per consentire l’accoglienza dei nomadi in Liguria, in modo da favorire chi si comporta bene.
Il testo di legge suggerito da Gianni Plinio e Alessio Saso punta su otto punti fondamentali. Il primo è relativo al periodo massimo di permanenza in un campo, che non deve superare i 6 mesi a meno che non siano presenti minori in età scolare. In questo caso il permesso potrà essere prorogato fino alla conclusione del ciclo scolastico, a condizione che il minore frequenti regolarmente almeno il 90 per cento delle lezioni. In secondo luogo prevede l’intensificazione dei controlli da parte delle Asl dei quali dovrà essere fatta una relazione semestrale alla Regione. Il terzo punto riguarda il numero di nomadi massimo per ogni comune: l’1 per mille della popolazione residente (cioè, nell’esempio genovese, 600mila abitanti, massimo 600 nomadi regolari). Inoltre, quarto aspetto, ogni famiglia nomade deve versare un contributo a totale copertura delle spese di gestione (luce, gas, tassa rifiuti) ed impegnarsi a tenere pulita la propria area di sosta. Invece, chi ha precedenti penali non potrà avere accesso al campo. È prevista poi l’espulsione immediata dal campo se si danneggiano le attrezzature dei campi sosta, non si pagano i contributi o in generale si viola il regolamento dei campi o la normativa regionale o nazionale. Infine, la Regione contribuirà con finanziamenti per lo più di derivazione statale come quelli del Fondo per l'inclusione sociale alla realizzazione dei campi sosta, solamente se i Comuni assolveranno agli obblighi previsti.
«Con questa iniziativa si intende colmare una gravissima lacuna rappresentata dalla assoluta mancanza di una normativa regionale che egolamenti la presenza di nomadi sul territorio ligure - ha detto il capogruppo regionale e primo firmatario Gianni Plinio -. È una proposta innovativa, presentata dai gruppi di An anche in Lombardia, Piemonte e Veneto, con cui alla logica prevalente dei diritti viene affiancata quella indispensabile dei doveri. Da un lato è necessario che le istituzioni promuovano interventi finalizzati allo sgombero dei troppi campi zingari abusivi ed alla repressione severa e puntuale dei reati in cui si distinguono i nomadi come furti, scippi e lo sfruttamento di minori ai fini dell'accattonaggio molesto mentre, dall'altro, è necessario che ne venga disciplinata la presenza sul territorio. Per prevenire il fenomeno dei flussi migratori selvaggi e per contrastare la criminalità dando una maggiore sicurezza è indispensabile dare delle regole e spezzare, oltre al resto, il circolo vizioso dell'ignoranza, dell'illegalità e dello sfruttamento in cui i bambini nomadi vengono cresciuti».