Wagner, viaggio nell’inconscio tra miti e archetipi junghiani

Francesca Scapinelli

«La musica comincia là dove finiscono le parole». Ne è convinto, il maestro Gianluigi Gelmetti, ed è per questo che è restio a fornire chiavi di lettura per il Tristan und Isolde, il capolavoro wagneriano in tre atti che da questa sarà di scena al teatro dell’Opera con la sua stessa direzione e la regia, le scene e i costumi di Pier’Alli. «Davanti all’assolutezza di un dramma musicale come il Tristano - spiega Gelmetti -, più che cercare spiegazioni o interpretazioni occorre lasciar vibrare dentro di sé la musica e le parole, abbandonarsi alle emozioni che esse hanno il potere di suscitare e intraprendere il viaggio nel profondo e nell’inconscio che Wagner ci propone con quest’opera».
Scritto e composto tra il 1857 e il 1859, rappresentato per la prima volta al Hof-und Nationaltheater di Monaco nel 1865, la versione wagneriana della tormentata storia d’amore tra Tristano e Isotta da un quarto di secolo non tornava al teatro Costanzi, dove aveva debuttato con la direzione di Luigi Mancinelli il 26 dicembre 1903.
Il nuovo allestimento con l’orchestra e coro del teatro dell’Opera (in lingua originale con sovratitoli in italiano) prevede tre scene in cui, anticipa il regista, si ricorre anche alle immagini per rendere fruibile dal pubblico «il senso di dilatazione e l’assolutezza che contraddistinguono il teatro totale di Wagner». «Gli spazi del Tristano, cioè la nave, il giardino e il luogo natio, sono infatti assoluti - racconta Pier’Alli - e hanno una forza emblematica tale da aprire prospettive molto profonde: ecco, la scena virtuale e quella reale si integrano nel tentativo di comunicare le potenzialità dell’opera».
Un dramma che rappresenta dunque in pieno l’arte del grande compositore tedesco, capace di «andare oltre il teatro musicale», sottolinea Gelmetti, e di «inventare un suo linguaggio, un suo mondo che supera il concetto di tonalità». Un esempio, anche, di «wortondrama» nel senso di parole e musica che si servono a vicenda, non concepibili le une senza le altre.
Tra gli interpreti principali, Richard Decker e Louis Gentile si alterneranno nel ruolo di Tristan, mentre Janice Baird e Anna Katharina Behnke interpreteranno il personaggio che è il fulcro dell’opera, il cui titolo in origine era, appunto, Isolde.
«Quello del Tristano e Isotta - conclude Gelmetti - è un viaggio nel proprio inconscio, inteso in senso junghiano, una navigazione verso l’oblio e il superamento di sé che parte dall’interno, dagli archetipi dell’uomo. Assieme al Flauto magico di Mozart, è stata una delle prime opere con cui mi sono confrontato. Non smetto mai di stupirmi ogni volta che mi avvicino a questi geni assoluti».
La prima dell’opera sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai RadioTre. Teatro dell’Opera, piazza Beniamino Gigli 7, ore 19 (repliche fino al 22 novembre; per lo spettacolo di domenica è previsto il servizio gratuito di baby sitting per bambini di 6-11 anni). Biglietti da 17 a 130 euro. Informazioni: 06.481601.