Wagoner (Gm) «apre» a Renault-Nissan

Il numero uno di Detroit non più contrario alle nozze che creerebbero un colosso mondiale

da New York

«Ho rispetto per Carlos Ghosn e i colloqui vanno avanti: non c'è una ipotesi specifica oggetto di discussione, ma ci sono diverse opzioni da esaminare. Sono aperto ad alleanze».
Lo ha detto l'amministratore delegato di General motors, Rick Wagoner, in un'intervista rilasciata ieri sera al televisione finanziaria Cnbc, a proposito delle trattative in corso con il numero uno di Renault e Nissan, Ghosn, per la chiusura di una possibile alleanza.
Le dichiarazioni di Wagoner seguono le insistenti voci secondo cui l'amministratore delegato del colosso di Detroit non avrebbe mai visto di buon occhio il progetto di alleanza con Nissan-Renault. Progetto che è invece fortemente sostenuto da Kirk Kerkorian, il maggior azionista individuale del colosso americano. Wagoner ha precisato però come sia necessario analizzare ogni minimo dettaglio sulla possibile alleanza prima di prendere qualsiasi decisione. L'amministratore delegato ha infine spiegato di non aver ancora esaminato proposte specifiche di accordo.
Wagoner ha poi tracciato un bilancio sullo stato di salute del gruppo, impegnato in un processo di ristrutturazione che «procede piuttosto velocemente». Pur non nascondendo il duro lavoro ancora da fare, il manager ha spiegato che il sostegno del consiglio di amministrazione di Gm non è mai venuto meno, anzi il rapporto «è eccellente» e che sia Jerry York sia Kirk Kerkorian «hanno apprezzato quanto fatto» per rilanciare il gruppo. Kerkorian ha il 10 per cento del capitale, mentre York, manager di lunga esperienza nel settore dell'auto, rappresenta il miliardario armeno nel cda di Gm.
Il numero uno del più grande costruttore al mondo di autoveicoli prevede un andamento piatto delle vendite sul mercato americano per i prossimi sei-dodici mesi, e non vede segnali di una forte frenata dell’economia. Giudizio positivo, infine, sull'evoluzione dei rapporti con i sindacati di Gm, che «hanno capito l'importanza del momento», mentre l'accordo con Delphi, la ex consociata in fase di amministrazione controllata, non è ancora «imminente», anche se «ci sono passi in avanti nelle trattative». In questo caso, il colosso di Detroit è tenuto a sostenere alcuni oneri, assunti nel 1999 quando il primo produttore di auto al mondo decise di scorporare il business della componentistica in vista della quotazione in Borsa.