Walfrido e Radfrido

Non sappiamo molto di questi due santi martiri, dal momento che la loro vicenda è parecchio antica (VIII secolo). Pare che Walfrido (o Waltfrido) fosse un pio cristiano che abitava nei paraggi di Groninga (oggi vicina a Utrecht, in Olanda). Era sposato con una certa Tarasia e aveva un figlio, Radfrido. Walfrido si era costruito una specie di cappelletta personale per pregarci in pace e ogni giorno andava in città a sentire la messa. Per facilitarsi quest’ultima attività, si era addirittura costruito un ponticello sul torrente che era costretto ad attraversare. Ma verso l’anno 810 un’incursione di vikinghi mise la città e tutta la zona circostante a ferro e fuoco. Padre e figlio furono catturati e condotti prigionieri alle navi dei saccheggiatori, probabilmente per poi essere venduti come schiavi. Non si sa esattamente cosa sia successo, forse una barbarica scommessa tra i predoni; fatto sta che a Walfrido e Radfrido fu proposta l’abiura in cambio della vita. Al rifiuto, entrambi vennero uccisi. I loro parenti riuscirono, versando denaro, a riscattarne i corpi. Walfrido fu sepolto nella sua cappella, ma non ci fu modo di spostare il cadavere di Radfrido. Compresero che, per un miracolo, si doveva lasciarlo dov’era e, quando fu cessata la razzia vikinga, sul posto venne costruita una piccola chiesa di legno. I due sepolcri (ma specialmente quello di Walfrido) divennero in breve meta di pellegrinaggi da parte di gente che veniva a chiedere ogni sorta di grazie. In quel luogo, chiamato Bedum, fu necessario edificare una chiesa più grande, e in pietra, per i due martiri.