Wall Street, fine dell’euforia: torna la paura di recessione

Dopo aver scommesso martedì sulla vittoria di Barack Obama alle presidenziali Usa, Wall Street è subito tornata a guardare alla crisi in corso, confermata da dati economici peggiori delle attese. Così, al termine di una seduta con gli indici sempre in negativo, il Dow Jones ha ceduto il 5,16% e il Nasdaq è sceso del 5,50% , alla vigilia dell’ormai quasi certo taglio dei tassi da parte della Bce. In rosso anche i mercati europei (-1,2% Milano).
A confermare il cattivo stato di salute dell’economia Usa è stato ieri un sondaggio della Adp, secondo cui l’occupazione nel settore privato avrebbe subito in ottobre una contrazione pari a circa 157mila posti di lavoro. Una rilevazione condotta dalla Challenger, Gray & Christman evidenzia invece come i datori di lavoro statunitensi sempre ad ottobre hanno preannunciato tagli pari a 112.884 unità, il livello più alto in quasi cinque anni. Obama dovrà dunque concentrare gli sforzi per evitare che l’emorragia occupazionale prosegua anche nei prossimi mesi. Alcuni analisti prevedono che il tasso di disoccupazione potrebbe raggiungere addirittura il 9%. A confermare le sofferenze dell’economia è giunto anche l’indice Ism, sceso per il sesto mese consecutivo. In ottobre, infatti, l’indice è calato a 44,4 da 50,2, contro il 47 previsto dagli analisti. La soglia 50 fa da spartiacque fra espansione e contrazione del ciclo e l’ultimo calo lascia intravedere un Natale tutto in salita dal punto di vista dei consumi, motore di crescita dell’economia a stelle e strisce.
Il pil americano si è contratto dello 0,3% nel terzo trimestre. E con un’economia in contrazione, le ricette fiscali - dicono gli economisti - non hanno molto spazio per aiutare la nuova amministrazione.