Wall Street: «Microsoft attaccherà Yahoo»

L’ultimatum di Microsoft a Yahoo è scaduto senza conseguenze, ma ora la maggior parte degli analisti di Wall Street prevede che il colosso di Redmond lancerà a breve un’offerta ostile sul motore di ricerca mantenendo il prezzo di 31 dollari per azione, attuando così il proposito, espresso nei giorni scorsi, di rivolgersi direttamente agli azionisti. È il risultato di un sondaggio condotto da Reuters, secondo cui il gigante del software metterà a punto la sua operazione entro questa settimana. Uno per tutti, l’analista di Jefferies & Co, Youssef Squali: «Scommetto che l’ad di Microsoft, Steve Ballmer, sta bluffando con i suoi commenti e che lancerà un’offerta ostile», ha detto, convinto che il gigante informatico non si sposterà dalla sua offerta di 31 dollari per azione in contanti e titoli, pari a 44,6 miliardi di dollari. Diciannove agenzie di brokeraggio condividono la stessa idea. Solo tre prevedono che le due società si metteranno a negoziare per raggiungere un accordo su un prezzo di poco più alto dell’offerta iniziale, mentre altre tre società di Wall Street immaginano che Microsoft lascerà la partita pur di non alzare l’offerta. A metà marzo, gli stessi analisti interpellati da Reuters avevano previsto che il gruppo di Bill Gates avrebbe comprato Yahoo senza alzare il prezzo. La battaglia per il motore di ricerca è iniziata lo scorso primo febbraio, quando Microsoft ha messo sul tavolo un’offerta d’acquisto in contanti e azioni da 44,6 miliardi di dollari, 31 dollari per azione. Il 10 febbraio il consiglio di amministrazione di Yahoo l’ha formalmente respinta ritenendola troppo bassa. Nel corso delle settimane successive il motore di ricerca ha iniziato a esplorare le possibili alleanze con News Corp, Aol e la stessa Google cercando di far alzare la posta a Microsoft. Il colosso di Redmond non ha ceduto e lo scorso 5 aprile ha inviato al cda di Yahoo una lettera in cui minacciava di portare l’offerta direttamente agli azionisti se entro due settimane non fossero partite le trattative formali. Ma Yahoo non si è mossa e il 7 aprile ha confermato il no.