Wall Street vola: +10%. Borse Ue in altalena

Dopo <strong><a href="/a.pic1?ID=301639">il tonfo di ieri</a></strong>, l'Asia tira una boccata d'aria fresca con Tokyo (+6,4%). I mercati del Vecchio Continente cercano la ripresa e chiudono positivi, molto bene Francoforte (+11%). Male Milano (-1,47%) che recupera nel mercato serale sulla scia di Wall Street che segna +10%.

Milano - Torna l’ottimismo in borsa. Ma non troppo. Le aspettative di un taglio dei tassi di interesse negli Stati Uniti e in Europa hanno fatto rialzare la testa ai mercati. Ma non troppo. Il rimbalzo è partito dall’Asia e si è poi trasmesso alle piazze europee e a Wall Street, dove gli occhi sono puntati sulla Fed che domani potrebbe annunciare una riduzione del costo del denaro. In Europa, però, verso fine sessione sono calati i guadagni dopo una lunga giornata segnata da indici incerti e in contua, pressante oscillazione.

Una giornata in altalena Mattinata altalenante, ma comunque all’insegna dei rialzi, per le Borse europee che hanno registrato forti rialzi a metà seduta, con Francoforte in rialzo dell’8,78% sulla scia del rally di Volkswagen. Il titolo del colosso tedesco dell’auto ha segnato un rialzo del 93% superando la soglia dei mille euro. La chiusura è stata contrastata. Francoforte ha guadagnato l’11,28%, grazie alla performance di Volkswagen. A seguire Parigi che ha guadagnato l’1,55%, Londra l’1,92%, lo Smi di Zurigo lo 0,68%. Fra i comparti a picco i finanziari, deboli i tecnologici. Cresce intanto l’attesa per la decisione della Fed domani sui tassi di interesse, mentre scarso impatto ha avuto il dato relativo alla fiducia dei consumatori Usa che a ottobre ha toccato minimi degli ultimi 41 anni a 38 punti rispetto ai 51,5 delle stime.

Piazza Affari chiude negativa Chiude in calo la seduta di Borsa: dopo una prima parte in recupero, nel pomeriggio l’offerta si è fatta più insistente soprattutto sui titoli bancari, in particolare Intesa Sanpaolo e Unicredit (entrambi sospesi per eccesso di ribasso nella fase conclusiva delle contrattazioni) che già nelle fasi precedenti si muovevano in controtendenza, oltre che su altri valori importanti del listino come Telecom e Generali, mentre gli acquisti sono prevalsi fino alla fine sui titoli energetici. A fine giornata, mentre le altre piazze azionarie internazionali chiudono con il segno positivo, il Mibtel perde un ulteriore 1,47%, e il ribasso dell’S&P/Mib, che ritocca ulteriormente il minimo storico, è del 2,43%. Gli operatori fanno notare che nei panieri di titoli europei su cui vengono calcolati gli indici di insieme ha un peso specifico molto alto il titolo Volkswagen, anche oggi in clamoroso rialzo: questo spiega ad esempio la differenza fra l’andamento di Milano e quello di Francoforte. 

Milano meglio nell'after hours Piazza Affari in deciso rialzo nelle contrattazioni serali in scia all'accelerazione di Wall Street, che vede il Dow Jones balzare dell'8,21 per cento. Tra i titoli in forte recupero sul listino milanese dell'after hours, dopo sei sedute in flessione (S&P/Mib oggi -2,43%), sono tornate a salire le Fiat (+6,8%), UniCredit (+5,2%), Intesa SanPaolo (+4,9%), Telecom (+4,3%) e Mps (+4,7%).

Wall Street vola Wall Street torna in forte rialzo dopo l’iniezione di fiducia arrivata nella notte dalla ripresa dei mercati asiatici e da quella delle maggiori piazze europee, che hanno aperto le sedute in aumento. Dopo due giornate che hanno visto i listini americani chiudere in forte ribasso sui timori di una recessione, New York in vola: l'indice Dow Jones ha chiuso a 9.065,12 punti guadagnando il 10,88 per cento, mentre il Nasdaq è salito del 9,53% a 1.649,47 punti. L'indice Standard and Poor 500 ha preso il 10,78% salendo a 940,48 punti.

Male la fiducia dei consumatori L'indice di fiducia dei consumatori statunitensi a ottobre è crollato a 38, minimo record dal 1967. La fiducia dei consumatori è crollata in ottobre dai 61,4 punti di settembre. Si tratta del livello più basso mai registrato dal conference board che cura la pubblicazione dell’indice dal 1985. Il dato è nettamente peggiore delle attese degli analisti che si attendevano una flessione contenuta a 52 punti. La flessione di 23,4 punti tra ottobre e settembre è invece le terza maggiore mai registrata su base mensile.

L'Opec pensa a nuovi tagli L’Opec potrebbe ridurre ancora la produzione se il valore del greggio continuerà a calare, nonostante il taglio annunciato venerdì scorso. Così ha dichiarato il segretario generale dell’Opec, Abdallah El-Badri, presente a un convegno a londra.

In Olanda 3 miliardi al gruppo Aegon L’Olanda ha deciso di iniettare tre miliardi di euro in cash nel gruppo assicurativo Aegon, allo scopo di proteggere l’istituto finanziario dalla crisi globale, ha detto il ministero delle finanze olandese. L’intervento segue la decisione di stanziare 20 miliardi di euro per il sistema bancario olandese e l’intervento a favore di Ing Group, il più grande istituto di credito del paese. "Con questa iniezione di capitale Aegon resta un gruppo assicurativo sano e ben gestito, con una riserva di fondi propri che ne fa uno dei più solidi gruppi assicurativi mondiali", si assicura in un comunicato del ministero delle finanze olandese. In cambio dei tre miliardi di euro versati il tesoro olandese diviene proprietario di alcuni titoli dell’istituto, "aumentando così la solvibilità di Aegon". Ciascun titolo è stato acquistato al prezzo di 4 euro, contro i 3,38 con cui il gruppo aveva chiuso ieri sera alla Borsa di Amsterdam. L’operazione rientra nel programma del governo olandese che ha messo a disposizione circa 20 miliardi di euro per sostenere banche e assicurazioni in crisi di liquidità. Metà di questa cifra è già stata utilizzata giorni fa per ricapitalizzare la banca Ing.

L'Islanda alza i tassi L’Islanda ha alzato a sorpresa i tassi di interesse portandoli al 18%. La Banca centrale islandese - si legge in un comunicato dell’istituto - ha deciso di elevare i tassi di sei punti percentuali dal precedente livello del 12%. Con il rialzo odierno, l’Islanda ha portato i tassi di interesse al livello più alto da sette anni a questa parte. Solo il 15 ottobre scorso la banca centrale islandese aveva invece tagliato il costo del denaro di 3,5 punti percentuali dal 15,5%. Il Paese artico ha appena ottenuto un finanziamento d’emergenza da parte del Fondo monetario Internazionale da 2,1 miliardi dollari, dopo che il governo è stato costretto a una serie di salvataggi e ad assumere il controllo dei tre principali istituti bancari, Kaupthing, Landsbanki e Glitnir. Oggi, stando a quanto riferisce l’agenzia Bloomberg, il primo ministro Geir Haarde ha dichiarato che il governo sta cercando di ottenere sostegno anche dalla Bce e dalla Federal Reserve.

L'Asia prende una boccata d'aria La Borsa americana, ieri, ha visto una chiusura ai minimi di oltre cinque anni, sebbene poi le borse asiatiche abbiano recuperato, guidate dal rimbalzo della borsa giapponese. L’indice Nikkei della borsa giapponese ha chiuso con un rialzo del 6,4% con gli investitori che hanno puntato su azioni con prezzi bassi, some Honda Motor, incoraggiati dalla debolezza dello yen e dopo che il benchmark ha brevemente rotto quota 7.000 per la prima volta in 26 anni. L’indice Nikkei ha guadagnato 459,02 punti a 7.621,92, dopo aver perso fino al 2,3% e aver toccato quota 6.994,90, che rappresentava il minimo dal 1982. L’indice Topix è salito del 5% a 784,03 dopo un calo del 3%.