Wallinger in Duomo: «Una Via Dolorosa per arrivare al bene»

L’artista ha presentato ieri la sua videoinstallazione che, acquistata dalla Provincia per 180mila euro, resterà nella cripta per 99 anni

Michela Moro

L’arte contemporanea, un po’negletta a Milano dalle istituzioni, fa il suo ingresso in Duomo in maniera decisa. È visibile da oggi nella cripta della cattedrale accanto alle reliquie di San Carlo Borromeo, la videoinstallazione «La Via Dolorosa» dell’artista londinese Mark Wallinger. «Nel Duomo è scritta ogni epoca della vita della città, le tensioni religiose e perfino politiche si ritrovano nel marmo, negli arazzi, nelle vetrate, c’è sempre stata una dimensione di contemporaneità», ha dichiarato monsignor Luigi Manganini, arciprete del Duomo, prima della benedizione che ha consacrato il lavoro nella cappella.

«La decisione di ospitare un lavoro così contemporaneo, che sa di presente, ma soprattutto di futuro, si inserisce tranquillamente nella storia del Duomo. L’evento è spirituale, se il rischio è quello di accontentarsi della narrazione. Un’opera così offre spunti poetici e di riflessione. Il Duomo è una risposta per tutti, in qualsiasi situazione spirituale le persone si trovino, e vibra del loro canto. «L’opera consiste in una videoinstallazione di 18 minuti, le ultime ore della vita di Cristo dal «Gesù di Nazareth» di Zeffirelli cancellate però al 90%, lasciando in primo piano un rettangolo nero da cui affiorano solo frammenti di fotogrammi. «Partendo dal Vangelo ho cercato un collegamento con Masaccio - racconta Wallinger - portando lo spettatore all’interno dell’azione, come se fosse uno della folla che ha condannato Cristo. Mi appassiona il rapporto tra il gotico del Duomo col passare dei secoli, per arrivare al mio linguaggio espressivo del Vangelo, senza mai negare l’importanza della storia. Volevo anche che attraverso il senso di vuoto si arrivasse al senso del Bene, ma - conclude l’artista - non sono io a dover interpretare il mio lavoro».
La collocazione (in comodato per 99 anni) della «Via Dolorosa» in Duomo è stata possibile grazie all’intervento della Provincia per volontà dell’assessore alla Cultura, Daniela Benelli, che ha acquistato per 180mila euro («Abbiamo fatto salti mortali per poterci permettere questo acquisto»).
Contemporaneamente all’apertura del Duomo si è inaugurata all’Hangar Bicocca, la mostra «Easter», sempre di Mark Wallinger, e curata, come l’installazione in Duomo, dalla società Artache. Il progetto comprende un’installazione su due lati della navata di ben 7mila metri quadrati, due videoinstallazioni «Angel» e «The underworld», ed «Ecce Homo», forse l’opera più nota di Wallinger, esposta sia alla Biennale di Venezia del 2001, che a Trafalgar Square a Londra, rappresentazione molto toccante e contemporanea di Gesù.
Carlo Puri Negri, amministratore delegato di Pirelli Re, ha ricordato che «l’imprenditoria milanese, descritta come scomparsa, è invece presente». Lo testimonia l’attenzione che Pirelli Re pone nell’utilizzo di spazi come l’Hangar Bicocca, contenitori diversi dal museo tradizionale, per ricostruire una parte culturale di città senza invadere nuovo verde.