Walter Hill: «Ora mi dedico alla fantascienza»

Il regista americano a Torino per presentare il suo western «The Broken Trail» con Robert Duvall e Greta Scacchi, che in Italia sarà trasmesso da Sky

Maurizio Cabona

da Torino

Nell’anno in cui si celebra il ricordo di Robert Aldrich, Walter Hill ha presentato al Festival di Torino il suo The Broken Trail («Il convoglio spezzato»), un western, ma non del genere da festival, come Broken Mountain. Anzi, oltre a molti cavalli e pochi uomini, qui ci sono anche cinque ragazze cinesi, destinate ai postriboli, come i cavalli sono destinati ai corrall, che poi sarebbero i recinti. Infine c’è Greta Scacchi, la più bella milanese del cinema mondiale.
Broken Trail è in due parti per tre ore di proiezione, perché il film - sebbene molto cinematografico nella concezione - è stato prodotto per una tv (in Italia Sky dovrebbe diffonderlo entro l’anno, perché è già stato doppiato). Il film è anche tradizionale, per fortuna, cioè fordiano nell’impianto, con in più il rimando implicito a Fiume rosso di Hawks.
Protagonista è lo stesso Robert Duvall e in un certo senso lo stesso personaggio di Robert Duvall visto in Geronimo, sempre di Hill, il suo apice. Non stupisce che il pubblico tv (gran parte del quale può ormai cogliere i grandi spazi grazie all’home theatre) abbia risposto con slancio.
Però - ha ammesso Hill - quello delle sale sembra tuttora disinteressarsi a questo tipo di storie, che avevano fatto la grandezza di Hollywood. Hill ha anche annunciato il suo nuovo progetto, un film di fantascienza ambientato nel presente e non negli Stati Uniti, ma modellato sui film degli anni Cinquanta (quelli che l’hanno formato), ma più sofisticato. Ricordiamo che con la fantascienza Hill ha un brutto ricordo professionale per via di Supernova, che gli venne tolto di mano (uscì firmato da Thomas Lee).