Walter inaugura Santa Giacinta la «cittadella» voluta da Ruspoli

Sarà il suo ultimo atto da sindaco e non per caso: oggi alle 16 Walter Veltroni inaugurerà l’Emporio della carità presso la Cittadella di Santa Giacinta, in via Casilina vecchia. Assieme a lui ci sarà monsignor Luigi Moretti, vicegerente della Diocesi di Roma. L’Emporio fa parte di un sistema integrato di servizi rivolti alle famiglie indigenti al quale hanno aderito anche la Comunità di Sant’Egidio, la Compagnia di San Paolo, il Circolo San Pietro, il Banco Alimentare, l’Associazione Banco Alimentare e l’Arciconfraternita di San Trifone. In poche parole sarà un supermercato dove le famiglie più povere potranno fare la spesa grazie ai buoni che saranno distribuiti nei vari quartieri della città ai titolari dei redditi più bassi.
Peccato, però, che la struttura sia stata inaugurata già svariate volte: in un’occasione (il 20 dicembre 2004) dallo stesso Veltroni e da monsignor Guerino Di Tora. E almeno altre due volte dal suo predecessore Francesco Rutelli: il 28 febbraio 1997 e il 26 gennaio 2001.
Ma, allora, perché tanta insistenza, a rischio di sfiorare il ridicolo? Con sindaci e assessori sempre in prima fila a tagliare nastri e a prendersi meriti che non competono loro? Certamente perchè la Cittadella di Santa Giacinta è un esempio di carità concreta a favore dei più bisognosi: in un mondo che si regge sulle chiacchiere, la struttura di ponte Casilino è la dimostrazione che con la volontà i risultati si ottengono davvero.
Nel caso specifico, però, l’iniziativa vincente non è stata né di Rutelli, né di Veltroni; ma del principe Sforza Ruspoli che, nel lontano 1992, in Campidoglio ottenne l’unanimità sulla sua proposta di trasformare i capannoni abbandonati in via Casilina vecchia in una casa d’accoglienza per i bisognosi che fu poi affidata alla Caritas. Ecco perché, dopo gli stanziamenti necessari per i lavori, la struttura fu intitolata a Santa Giacinta, la santa di casa Ruspoli vissuta dal 1589 al 1640), beatificata nel 1726 e quindi canonizzata da Pio VII con il nome di Santa Giacinta nel 1807.
Il principe Sforza Ruspoli, discendente di Don Alessandro Ruspoli - Gran Maestro del Sacro Ospizio Apostolico - ha sempre avuto una spiccata sensibilità per le opere di carità nei confronti dei poveri e dei bisognosi. Come rappresentante dell’aristocrazia papalina si è sempre battuto in difesa delle fasce più deboli della popolazione. Importanti testimonianze di questo suo impegno si trovano anche nell’attività di consigliere d’amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma.