Walter smemorato furbacchione Ecco quando giurò: politica addio

S memorato Veltroni. Sì, vabbè, uno non può ricordarsi tutto. Ma una «bomba» come questa, più unica che rara se uscita dalla bocca di chi di politica s’è sempre nutrito, in genere rimane impressa. Di certo la ricordano i milioni di italiani sintonizzati su Raitre la sera dell’8 gennaio 2006. Da Fabio Fazio, a «Che tempo che fa», c’è il sindaco di Roma, Walter Veltroni. Il quale, candidato nuovamente per la poltrona del Campidoglio, spiazza tutti e dice testualmente: «Se sarò nuovamente sindaco di Roma nei prossimi cinque anni, considero che avrò concluso la mia esperienza politica. Non bisogna fare la politica a vita. Bisogna continuare a fare ciò in cui si crede facendo tante altre cose. Quando lo dico tutti mi guardano come pensando “questo vuole fare il furbacchione. Dite così ma non è vero”. Ne parleremo tra cinque anni. E si vedrà se sarà vero o no». Ebbene, Walter voleva lasciare «ma anche» no. Non lascia, anzi raddoppia. Altro che addio alla politica: parole al vento. Alla testa del Partito democratico si candida a guidare il Paese da Palazzo Chigi. Furbacchione! A meno che il nostro non sia davvero di parola: ossia che non creda a tal punto alla sua avventura che, sconfitto alle urne, non cambi mestiere.